Condannato per droga faceva la bella vita ai Caraibi: imprenditore espulso e arrestato

Giovedì 4 Giugno 2020 di Alessandro Bastarè
Montecassiano, condannato per droga faceva la bella vita ai Caraibi: imprenditore espulso e arrestato

MACERATA - Identità false e fuga ai Caraibi per sfuggire a condanne penali, arrestati otto latitanti all’aeroporto di Fiumicino. Tra loro anche Sergio Cerioni, imprenditore di 64 anni di Montecassiano, arrestato circa dieci anni fa, e poi condannato, per traffico di droga. L’operazione, denominata “Open World”, è stata portata a termine ieri dopo lunghi mesi di indagini condotte dalla polizia, dai carabinieri e dalla Guardia di finanza del Servizio di Cooperazione internazionale di polizia. 

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Gli otto latitanti infatti, quando sono atterrati all’aeroporto romano, sono subito stati ammanettati e si sono visti passare davanti la loro bella vita che stavano facendo nelle spiagge di Santo Domingo. Dopo le rispettive condanne penali emesse da tribunali italiani infatti - chi per spaccio, chi per bancarotta, chi per truffa ma anche rapina e contraffazione - gli otto avevano deciso di “ricominciare” da zero in barba alla legge italiana e dall’altra parte del mondo, a moltissimi chilometri di distanza.
 
Nuove identità, nuova vita e fedina penale “pulita” insomma; non hanno però fatto i conti con una indagine internazionale che li stava tenendo d’occhio da tempo. Tra loro c’è anche Sergio Cerioni, 64 anni, imprenditore originario di Montecassiano, che dopo essere stato arrestato dalla Guardia di Finanza nel 2011 per traffico di droga e dopo la condanna aveva deciso di “rifarsi una nuova vita” nella Repubblica Dominicana, iniziando a lavorare nel mondo del commercio e della ristorazione. Circa dieci anni fa Cerioni era finito nei guai insieme a 75 persone grazie all’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Nell’operazione “Open World” arrestato anche l’ex presidente del Padova Calcio, il 67enne Oliviero Zilio, condannato per bancarotta e reati finanziari a quattro anni. In manette, insieme a Cerioni e Zilio sono finiti anche un camorrista che riciclava capitali sporchi del clan Contini, un imprenditore condannato per bancarotta, un sospettato di contraffazione, una rapinatrice di gioielli e truffatrice e un narcotrafficante di cocaina. 

La task force
L’operazione è stata condotta da una rete di esperti per la sicurezza che operano in 65 Paesi del mondo e gli arresti sarebbero dovuti scattare molto prima, a marzo, ma il Covid-19 e il successivo lockdown hanno fermato tutto. Gli otto latitanti sono quindi stati espulsi da Santo Domingo come ospiti non graditi – non c’è infatti l’estradizione tra Italia e la Repubblica Dominicana – e arrestati ieri mattina all’aeroporto di Fiumicino per essere poi tradotti nelle rispettive carceri.

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