«Arbitro ti ammazzo» e lo colpisce con una testa allo zigomo. Squalifica record per l'allenatore: potrà tornare nel 2025

Giovedì 11 Novembre 2021 di Stefano Rispoli
«Arbitro ti ammazzo» e lo colpisce con una testa allo zigomo. Squalifica record per l'allenatore: potrà tornare nel 2025

MONTE SAN GIUSTO - Lontano dai campi per oltre 3 anni. Il tecnico della Futsal Sangiustese paga carissimo l’aggressione all’arbitro dell’incontro di calcio a 5 (serie C2) sospeso venerdì scorso al PalaGalizia di Filottrano, contro la Nuova Ottrano ‘98. All’11’ della ripresa l’allenatore ospite era scattato dalla sua panchina per correre con fare minaccioso verso il direttore di gara. Le proteste, il blackout della razionalità, le minacce.

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E, da ultimo, una testata all’arbitro, finito all’ospedale e dimesso con due giorni di prognosi (salvo complicazioni). Letto il referto, il giudice sportivo ha applicato la maxi-sanzione: tre anni, un mese e 20 giorni di squalifica per l’allenatore della Futsal Sangiustese, oltre a mille euro di ammenda. 

La data 

Potrà tornare ad allenare, se lo vorrà, solo nel gennaio del 2025. Secondo quanto riportato dall’arbitro nel suo referto, il dirigente-allenatore era stato espulso nel corso del secondo tempo per aver fatto «indebito ingresso sul terreno di gioco senza esserne autorizzato, urlando frasi sconnesse». Quindi, la minaccia choc: «Io ti ammazzo», avrebbe gridato al direttore di gara. Alla vista del cartellino rosso, sempre secondo il referto, avrebbe colpito il direttore di gara «con una forte testata allo zigomo sinistro». L’intervento di giocatori e dirigenti delle due squadre, che hanno trattenuto il tecnico, ha evitato il peggio. A quel punto la partita è stata sospesa, mentre l’arbitro si è diretto all’ospedale di Civitanova per un controllo. La partita è stata vinta a tavolino 6-0 dalla Nuova Ottrano. Subito dopo il match, la Futsal Sangiustese, via social, nel «condannare fermamente ogni episodio di violenza e porgere le proprie sentite scuse al direttore di gara, alla Ottrano ‘98, all’Aia Marche, alla Lnd Marche, ai propri tifosi e a tutti gli appassionati del calcio», aveva preso «totalmente le distanze dal gesto del proprio tesserato, lontano da ogni valore inerente il nostro club», decidendo di licenziare l’allenatore «resosi colpevole di un gesto grave e ingiustificato». 

 

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