Avvocato minacciato con un rastrello a Matelica. Padre e figlio sfrattati finiscono sotto processo

Giovedì 22 Aprile 2021 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

MATELICA - Il giorno dello sfratto padre e figlio minacciano l’avvocato della proprietaria di casa con un rastrello: «Se entro un minuto non sei sparito, ti distruggo la macchina, te la spacco e tutta». In due a processo per minaccia aggravata. Si è aperto ieri mattina in Tribunale a Macerata il processo a carico di due matelicesi, padre e figlio, rispettivamente di 77 e 28 anni. 

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I fatti contestati risalgono al 9 maggio del 2018, quella mattina si erano presentati all’abitazione dove i due vivevano in affitto l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Macerata e un fabbro per eseguire lo sfratto. Con loro era presente anche l’avvocato della proprietaria dell’immobile. Il legale stava prestando assistenza al fabbro che, su incarico della curatrice fallimentare stava effettuando la sostituzione delle serrature delle porte dell’abitazione quando sarebbe stato aggredito verbalmente.

L’anziano, che precedentemente era stato allontanato insieme al figlio, era infatti ritornato davanti all’abitazione e alla vista dell’avvocato avrebbe iniziato a imprecare, inveire e a minacciarlo di morte. Poco dopo sul posto era arrivato anche il figlio e la situazione si sarebbe fatta ancora più incandescente, il giovane infatti avrebbe preso un rastrello e con quello in mano avrebbe di nuovo minacciato l’avvocato: «Se entro un minuto non sei sparito, ti distruggo la macchina, te la spacco e tutta».

Nel giro di pochi minuti sul posto sopraggiunse una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Camerino. A padre e figlio fu trovata un’altra soluzione abitativa e furono invitati a concludere le pratiche per l’ottenimento del contributo di autonoma sistemazione dal momento che la struttura dove abitavano era stata dichiarata inagibile a seguito del terremoto del 2016.


Entrambi furono quindi subito allontanati dall’abitazione. Ieri mattina nel processo davanti al giudice Daniela Bellesi e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo, il legale minacciato si è costituito parte civile con il collega Sergio Poeta, poi l’udienza è stata rinviata a giugno del prossimo anno per sentire i primi testimoni indicati dalla Procura. Gli imputati, che respingono gli addebiti contestati, sono difesi dall’avvocato Fabiola Cesanelli.

 

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