Macerata, una voragine in centro storico. L'assessore Iommi: «Bisogna mappare il sottosuolo»

Una voragine in centro storico. L'assessore Iommi: «Bisogna mappare il sottosuolo»
Una voragine in centro storico. L'assessore Iommi: «Bisogna mappare il sottosuolo»
di Lolita Falconi
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Sabato 3 Dicembre 2022, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 15:29

MACERATA - Una voragine sotto piazza Lauro Rossi, in pieno centro storico. A causarla sarebbe stata, secondo la prima ipotesi, una perdita d’acqua fuoriuscita da un tubo dell’acquedotto. Il primo segnale che ha fatto scattare l’allarme è stato un sampietrino saltato e sprofondato ad oltre due metri di profondità. Il titolare di un’impresa edile che sta effettuando dei lavori in zona se ne è accorto e ha subito chiamato i vigili urbani ieri mattina. L’area è stata transennata ed è iniziato l’intervento di messa in sicurezza con l’allargamento della voragine e il suo consolidamento. 

 
«Sistemeremo subito - spiega l’assessore comunale all’urbanistica Silvano Iommi - ma questa è l’ennesima occasione per sottolineare l’importanza di una campagna di scavi per la conoscenza del nostro sottosuolo, soprattutto quello del centro storico». Non è la prima volta che dal sottosuolo del centro emergono grotte o cunicoli. Addirittura la scorsa estate, in piazza Annessione, durante dei lavori di scavo, vennero alla luce resti di ossa umane. «Nello spazio che si è aperto ieri in piazza Lauro Rossi - spiega Iommi - c’era una galleria. E’ venuta alla luce una volta di grandi dimensioni. Fa pensare a una struttura risalente alle prime cerchie murarie della città. Sembrerebbe un punto dove vari camminamenti sottorranei si incrociavano, un nodo chiamiamolo così. Questo almeno è quello che sembra di capire», prosegue Iommi che si è subito recato sul posto. Per fortuna la voragine, sufficiente a inghiottire una macchina, non si è aperta con le auto in sosta sopra visto che quello è un punto dove spesso i residenti parcheggiano.

«Voglio cogliere l’occasione per dire ancora una volta che dobbiamo considerare quanto accaduto come l’ennesimo segnale di allarme che dovrebbe spingerci ad andare avanti in modo serio, con una campagna conoscitiva del sottosuolo di Macerata. Continuare a sottovalutare questo punto, che noi abbiamo anche nel programma amministrativo, è sbagliato. Una campagna in tal senso io la iniziai durante la giunta Menghi e ci portò ad avere un atlante di questi luoghi ma limitato a una cinquantina di siti. Invece sono migliaia i siti ispezionabili del sottosuolo perché è enorme la rete di gallerie. E’ estesa a tutto il centro storico murato ma anche ai borghi esterni, da corso Cavour a corso Cairoli e Borgo San Giuliano. Questi cunicoli erano non solo cave di argilla ma diventavano vie di fuga e approvvigionamento alimentare e conservazione dei cibi. Conoscere il sottosuolo è fondamentale per quando si andranno in futuro a fare i lavori sopra. In più per un tema che è di conoscenza e arricchimento in prospettiva di possibile potenziamento della carica attrattiva del centro storico. L’unione di questo reticolo può anche portare a spunti di tipo turistico come già accade in molte città delle Marche. E’ un puzzle di cui al momento conosciamo troppi pochi elementi per ragionare. Prima bisogna conoscere e mappare i vari pezzi. E’ auspicabile dunque ripeto l’avvio di un lavoro di mappatura». 

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