Volo choc dal terzo piano. La bambina sta meglio: interagisce con il padre

Mercoledì 4 Maggio 2022 di Benedetta Lombo
Gli inquirenti sul luogo della caduta

MACERATA - La piccola «è facilmente risvegliabile e interagisce con il padre». Sono parole di speranza quelle che arrivano dall’ospedale Salesi di Ancona dove è ricoverata la bambina (quattro anni ad agosto) gettata dalla madre, una 40enne indiana, da una finestra al terzo piano della casa in cui vivono dopo averla ferita con un coltello alla gola. «Al momento le condizioni cliniche risultano stabili e soddisfacenti», fanno sapere i medici dal presidio ospedaliero. 
 

 
Il dramma si era consumato nel primo pomeriggio di domenica scorsa in via Alighieri dove verso le 16 dei passanti avevano dato l’allarme dopo aver visto il corpicino sull’asfalto e poco distante una donna con i polsi insanguinati. Sotto il palazzo che è all’angolo tra la strada che scende giù verso il Tribunale e via Ugo Foscolo dove c’è l’ingresso della palazzina di cinque piani erano intervenuti tutti: 118, polizia, carabinieri e vigili del fuoco. La bimba era stata trasportata prima all’ospedale regionale di Torrette e poi da lì al Salesi dove è ricoverata al reparto di Rianimazione pediatrica. Accanto a lei giorno e notte c’è il papà, che non l’ha lasciata sola neppure un momento e che tenta, con la sua presenza, di stimolare la piccola a reagire alle cure dei medici. Arrivata con un politrauma da precipitazione, la bimba è stata già sottoposta a un delicato intervento chirurgico e ora «mantiene il respiro spontaneo con un supporto non invasivo (cannule nasali ad alti flussi)», evidenziano gli Ospedali Riuniti della città dorica. La prognosi resta riservata, ma le ultime notizie sulle condizioni della piccola sono confortanti. Ieri al presidio ospedaliero è arrivata anche la zia materna, rientrata in Italia dall’Inghilterra il giorno successivo il drammatico episodio di violenza. La donna nell’immediatezza aveva raggiunto Macerata e si era recata all’ospedale dalla sorella piantonata al reparto di Psichiatria dell’ospedale in stato di fermo per tentato omicidio aggravato della figlia. Sperava di poterle parlare ma le è stato vietato, così ha preso contatti con i legali Andrea Netti e Valentina Romagnoli a cui ha firmato il mandato per la difesa della sorella e ieri, come detto, è andata ad Ancona dalla nipotina. «L’attenzione massima adesso è sulla piccola», hanno sottolineato anche i legali che oggi parleranno per la prima volta con la loro assistita. A ricostruire la dinamica dell’accaduto sono stati gli agenti della Squadra mobile che il pomeriggio del primo maggio scorso e per tutta la notte hanno raccolto le dichiarazioni di numerosi testimoni, inclusi il marito della 40enne che al momento della tragedia era in bagno e la coppia di connazionali che condivide l’appartamento al civico 1 di via Foscolo con i due figli e che non ha potuto fare nulla per evitare il drammatico epilogo. 
 
La connazionale della 40enne era nella stanza accanto, aveva detto di aver sentito piangere sia la mamma sia la figlia ma di non aver potuto fare nulla perché la 40enne aveva chiuso a chiave la porta della camera da letto. Solo dopo era uscita, urlando, con i polsi insanguinati (si era provocata delle ferite superficiali con lo stesso coltello che aveva usato per ferire la figlia alla gola) confessando quello che aveva fatto.

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