Infermiere accusato di violenza sessuale su una paziente di Psichiatria, spunta la lettera di un'altra donna

Mercoledì 14 Luglio 2021 di Benedetta Lombo
Infermiere accusato di violenza sessuale su una paziente di Psichiatria, spunta la lettera di un'altra donna

MACERATA - Rapporti sessuali con una giovane ricoverata in Psichiatria, spunta un precedente. Nell’armadietto dell’ormai ex infermiere è stata trovata una lettera: “tali incontri sono stati fatti motivati da sentimento, desiderio sessuale, affetto e passione”.

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I particolari

I particolari sono emersi ieri nel corso del processo a carico di un ex infermiere dell’ospedale di Macerata accusato di violenza sessuale (nel 2018 avrebbe approfittato dello stato di prostrazione mentale di una giovane paziente ricoverata per una psicosi cronica - riacutizzatasi nel periodo del ricovero - a compiere e subire atti sessuali e a subire rapporti sessuali completi) celebrato dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Evangelisti e al pm Enrico Barbieri.
In aula è stato sentito un poliziotto che ha dichiarato che all’interno di uno dei due armadietti sequestrati (l’imputato è accusato anche di peculato perché nei suoi armadietti erano stati trovati farmaci dell’ospedale di cui si sarebbe appropriato per uso personale, ndr) c’era anche una dichiarazione di una giovane che in precedenza era stata anche lei ricoverata in Psichiatria e che aveva avuto rapporti sessuali con l’allora infermiere, rapporti che la donna ha evidenziato essere consenzienti. Nella prossima udienza sarà sentita come testimone. Tra l’altro l’armadietto dove è stata trovata la dichiarazione era stato precedentemente aperto nonostante vi fossero stati apposti i sigilli. In udienza sono state sentite anche una psicologa e una ginecologa che avevano visitato la persona offesa dopo la denuncia (ovvero circa 60 ore dopo i fatti). La psicologa ha descritto la giovane come una persona fragile e ansiosa, la ginecologica non ha trovato ecchimosi sul corpo mentre le lesioni intime riscontrare potrebbero essere compatibili sia con un rapporto sessuale sia con altro. «Nel complesso le dottoresse non hanno portato elementi significativi per l’accusa, per le lesioni potevano esserci compatibilità anche con altre azioni», ha commentato l’avvocato Tiziano Luzi che difende l’imputato insieme al collega Giovanni Galeota.

 

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