Nomadi digitali nei piccoli borghi. Gli studenti Unimc lanciano la sfida. «L'affitto? Anche in criptovalute»

Nomadi digitali nei piccoli borghi. Gli studenti Unimc lanciano la sfida. «L'affitto? Anche in criptovalute»
Nomadi digitali nei piccoli borghi. Gli studenti Unimc lanciano la sfida. «L'affitto? Anche in criptovalute»
di Mauro Giustozzi
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Martedì 6 Settembre 2022, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 12:46

MACERATA - Ripopolare i borghi dell’entroterra grazie ai nomadi digitali, uno stile di vita e di lavoro più libero, e indipendente da una posizione geografica specifica. E in futuro magari pagare gli affitti degli immobili con le criptovalute. Un fenomeno in crescita esponenziale a livello globale che interessa sempre più persone di tutte le età, con background personali, professionali e culturali molto diversi tra loro.

E che entro il 2023 potrebbe affacciarsi nel maceratese grazie al progetto “Livelocal” ideato da un gruppo di giovani universitari che si sono aggiudicati lo scorso maggio il primo posto in “Luci”, un laboratorio per l’imprenditoria e l’innovazione promosso da Unimc.  Il gruppo di studenti che lavorerà nei prossimi mesi per implementare nel territorio l’arrivo dei nomadi digitali è composto da Chiara Lucozzi di Corridonia (magistrale mediazione linguistica), Alessandra Gierszewska di Macerata (dottoranda in comunicazione istituzionale), Andrea Cerio di Maiolati Spontini (triennale Scienze politiche), Matteo De Ascentiis (laureato in storia) e Salvatore Di Giuseppe (giurisprudenza) entrambi abruzzesi, ritrovatisi attorno a questa idea innovativa per i nostri territori ma già in voga in molti Paesi europei.

L'iniziativa

«Tutto è nato grazie alla partecipazione al laboratorio “Luci” di Unimc – racconta Lucozzi - sui temi innovazione e imprenditorialità. Il nostro gruppo, alla fine della formazione, ha presentato nel pitch-day il progetto “Livelocal” che è arrivato al primo posto come miglior idea di impresa. Il nostro è ancora un progetto pilota, si occupa di ripopolare i borghi medievali marchigiani, ci rivolgiamo ai nomadi digitali che vogliano venire nelle nostre zone per lavorare da remoto e passare del tempo tra le mura medievali dei nostri amati borghi. Sappiamo che, dopo i lockdown, le persone hanno iniziato a lavorare da remoto anche fuori dalle grandi città. Saremmo felici di proporre i borghi maceratesi a coloro che lavorano da remoto come luoghi per fare una nuova esperienza di vita. Pensiamo di rivolgerci ad un pubblico internazionale. Visto che sono diverse le richieste di stranieri che vogliono venire e lavorare nelle Marche e nei territori dell’entroterra per abbinare alla professione uno stile di vita salutare e meno stressante rispetto a quello delle grandi città».

Start Cup Marche

Ad ottobre con “Livelocal” i cinque studenti parteciperanno alla Start Cup Marche, una competizione organizzata dalle quattro università delle Marche che coinvolge progetti ad alto contenuto di conoscenza formalizzati in un business plan. Il primo passo per cercare di mettere a terra questo progetto nel 2023. «L’elemento innovativo della nostra offerta sarà anche nel metodo di pagamento online degli affitti. – continua Chiara Lucozzi- Oltre ai metodi tradizionali con carte di credito, vorremmo implementare in una seconda fase un modo per utilizzare le criptovalute». 
«Ci proponiamo come agenzia di intermediazione tra chi vuole mettere in affitto un immobile e i nomadi digitali. Tramite il sito e l’app, sarà possibile consultare la lista degli immobili disponibili e prenotarli. Poi sarà necessario creare un hub con tutti i servizi necessari per far sì che l’esperienza del nomade digitale sia indimenticabile, per questo proponiamo di aiutare i comuni nella realizzazione di attività fondamentali per attrarre chi lavora da remoto. L’ostacolo però che bisogna rimuovere è la connettività internet nei paesi dell’entroterra: è necessario collaborare coi comuni per cablare questi borghi, far arrivare la fibra ed avere connessioni veloci». 

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