Sospesi dall’Ordine 30 infermieri no vax. In tutta la provincia sono in corso accertamenti su altri 300 operatori

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Mauro Giustozzi
Sospesi dall Ordine 30 infermieri no vax. In tutta la provincia sono in corso accertamenti su altri 300 operatori


MACERATA - Dai medici agli infermieri non vaccinati. È allarme perché trecento degli oltre duemila iscritti all’Ordine degli infermieri della provincia di Macerata risulta non in regola con le nuove norme indicate in materia di vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari. L’Ordine di Macerata ha avviato le procedure per tutti gli iscritti segnalati dalla piattaforma nazionale che non risultano in regola con la vaccinazione. Chi non sarà in regola, o non potrà dimostrarlo, rischia l’immediata sospensione dall’attività sanitaria e lo stop dello stipendio. 

 


La situazione Sul fronte degli infermieri la situazione al momento vede 30 operatori no vax scoperti tramite i vecchi accertamenti effettuati dall’Asur, che sono già stati sospesi. Di questi due però sono guariti dal Covid e sono tornati al lavoro mentre per altri 300 sono in corso le verifiche in riferimento al nuovo decreto legge il n°172. «Iscritti all’Ordine provinciale degli infermieri abbiamo 2350 operatori –afferma il presidente provinciale Sandro Di Tuccio - ed accedendo al portale nazionale vediamo la colorazione rossa o verde dell’iscritto. Dal 26 novembre scorso è cambiata la norma e se prima era l’Asur a fare i controlli e indicare agli ordini professionali quali operatori sospendere, ora sono gli stessi ordini che devono verificare chi tra i propri iscritti non risulta ancora vaccinato.

Controlli a cui segue una Pec per chi non è in regola a cui deve essere data risposta entro cinque giorni. Se hanno i criteri previsti dalla legge vanno avanti se invece questi mancano vengono sospesi. Inizialmente erano 500 le posizioni segnalate scese in pochi giorni a 300: tra questi magari c’è chi deve fare la terza dose, chi non ha spedito correttamente al sistema l’informativa, chi ha certificato medico che non può vaccinarsi, chi lavora all’estero, faccio l’esempio di moltissimi colleghi iscritti da noi ma che lavorano a San Marino dove le situazioni sono diverse da quelle italiane. In base alla risposta che abbiamo ci muoviamo di conseguenza negli accertamenti ed eventualmente nella sospensione di chi non è in regola con la legge». 


Insomma il quadro che emerge è di un allarme che, però, nel giro di qualche settimana potrebbe essere ridimensionato perché la sensazione è che la gran parte di questi infermieri alla fine regolarizzerà la propria posizione, mentre solo una minima parte del fronte irriducibile dei no vax resterà ferma nelle sue posizioni. «Peraltro questa mole di lavoro che ci è stata girata dall’Asur che aveva competenza in precedenza sui controlli – prosegue Di Tuccio -. Arriva in un periodo particolare dell’anno, con le festività che rallentano le procedure. Io credo che di questi 300 che stiamo verificando saranno pochissimi quelli che non si vaccineranno, il grosso di coloro che erano restii a vaccinarsi lo avrà sicuramente fatto o magari ha preso il Covid ed è poi guarito». 


«Mi spingo a ipotizzare non più di una decina di infermieri nostri iscritti che non faranno il vaccino - prosegue il presidente -. Per i nostri uffici, che sono impegnati anche in altre incombenze burocratiche, si tratta comunque di un aggravio di lavoro cui dobbiamo far fronte ma io penso che nelle prossime settimane, certamente entro gennaio, completeremo la procedura. Vogliamo fare prima possibile per evitare disparità tra chi è già stato sospeso e non prende lo stipendio e chi invece, pur contrario al vaccino però ancora continua a lavorare. Non entro nel merito, ognuno fa le scelte che ritiene più opportune, ma noi come Ordine dobbiamo garantire pari dignità a tutti». 
 

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