Nascerà in centro il polo museale ad alta tecnologia, ospiterà laboratori, sperimentazione e gaming

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Mauro Giustozzi
Il mercato delle erbe di Macerata in via Armaroli

MACERATA - Mercato delle Erbe riqualificato sia all’interno che nelle facciate esterne e pronto a diventare un hub di ricerca e approfondimento di nuove tecnologie in un perfetto connubio tra pubblico e privato. Alta formazione tecnologica e specialistica che si sposerà con un nuovo museo/mostra con approccio esperienziale nel contenitore che si trova alle porte del centro storico oramai pronto per ospitare nei prossimi mesi questo progetto su cui da tempo stanno lavorando amministrazione comunale, atenei delle Marche e soggetti privati. 

 
Il progetto
«Stiamo andando avanti e definendo in questi giorni il progetto che interessa questi spazi che sono stati rigenerati –afferma l’assessore alla Cultura e formazione, Katiuscia Cassetta - e che ospiteranno un luogo di ricerca e sperimentazione, poi anche di prototipazione, che creerà una sorta di sperimentazione di un museo immersivo sulla base della valorizzazione di un sito archeologico locale: si inizierà da Urbis Salvia ma poi ci sarà anche l’altro sito di Helvia Ricina. A questa iniziativa, oltre al Comune proprietario del manufatto restaurato, parteciperanno cinque aziende private, Rainbow di Iginio Straffi che fa da capofila, poi la Grottini Lab, le Marche, Marche Ingegno e Sarc ed anche le quattro università delle Marche con l’Università di Macerata a tirare le fila grazie al lavoro che in questo ambito svolge il professor Roberto Perna, docente specializzato in archeologia classica. Il Mercato delle Erbe diventerà quindi un polo di ricerca delle nuove tecnologie al servizio dell’arte e della cultura: sale immersive, realtà aumentata, realtà virtuale, video mapping tutta una serie di nuove tecnologie al servizio di un’offerta culturale sempre più diversificata». 

I flussi
Non solo ricerca, ma gli spazi ristrutturati del manufatto di via Armaroli serviranno a studiare i flussi dei visitatori e l’utilizzo che faranno di queste nuove tecnologie che saranno implementate in questi spazi. «Il Mercato delle Erbe sarà aperto anche ai visitatori ed ai maceratesi – continua l’assessore alla Cultura - per comprendere che percorsi faranno, quanto tempo si fermano in una zona rispetto che in un’altra del territorio, utilizzando le competenze delle università e le tecnologie di queste cinque aziende che operano nelle nostre zone. Connubio tra ricerca ed applicazione. Sui tempi per far sì che ciò venga tradotto praticamente e che si possano inaugurare questi locali noi contiamo che siano brevi, l’auspicio è che possa accadere prima dell’estate anche per approfittare dei flussi turistici legati alla vicinanza di Palazzo Buonaccorsi e poi della stagione lirica. Va detto che il Museo delle Erbe sarà aperto ad associazioni ed all’intero territorio, non di uso esclusivo per gli studi universitari. Deve essere un luogo vivo e frequentato: sicuramente sarà un hub innovativo per la città che si mette al passo coi tempi, con i più grandi musei e contenitori culturali del mondo dove queste tecnologie e questo modo di fruire l’arte è già attuale. Poi magari può piacere o meno questo sistema di frequentare una mostra d’arte ma è indubbio che sia un modo immersivo di visitare un luogo della cultura». 

La sinergia
Uno spazio sarà destinato all’area gaming per gli appassionati di videogiochi adattato alla ricerca ed alla valorizzazione del patrimonio artistico, un po’ come capitato lo scorso anno con la lirica nel progetto Black Aida capace di intercettare un pubblico più giovane e più avvezzo ad utilizzare questi strumenti tecnologici. «È importante che queste cinque aziende private dimostrino la volontà di investire sul territorio e di crederci –conclude la Cassetta - assieme al bando Iti-Innova che finanzia in parte questa iniziativa che ha anche lo scopo di rivitalizzare il centro della città». Per l’ultimo step dei lavori esterni sul Mercato delle Erbe si è intervenuti per la riqualificazione della facciata del complesso immobiliare, compreso l’Autosilo, col ripristino delle parti murarie e la tinteggiatura dell’intero stabile che oggi appare uniforme sia sul versante di via Armaroli che su quello che si affaccia su viale Leopardi. Le opere sono state commissionate dalla Servizi Generali, che ha in gestione il parcheggio in struttura.

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