«Atti osceni davanti ai bambini», imprenditore finisce sotto processo. Ecco cosa successe quel giorno

Sabato 21 Maggio 2022 di Benedetta Lombo
«Atti osceni davanti ai bambini», imprenditore finisce sotto processo. Ecco cosa successe quel giorno

MACERATA - Atti osceni davanti a dei bambini, imprenditore a processo. La difesa: «È stata una denuncia calunniosa, fatta per ritorsione. Era intervenuto perché i bambini stavano facendo casino nel portone di casa». Gli atti del procedimento finito ieri all’attenzione del giudice del Tribunale di Macerata Francesca Preziosi e del pubblico ministero Stefano Lanari sono stati trasmessi al presidente per la riunione con un altro fascicolo a carico dell’uomo per violenza privata. 

 


I fatti a cui i due fascicoli fanno riferimento riguardano episodi avvenuti a ottobre del 2018. In merito al primo, quello per atti osceni, secondo la ricostruzione accusatoria l’imprenditore si sarebbe toccato nelle parti intime mentre guardava immagini pornografiche al computer. Era nel suo ufficio accanto a una finestra senza tende quando i bambini, tutti di origine straniera che stavano giocando nella corte del condominio, si sarebbero accorti della circostanza per poi correre dalle mamme che erano sedute a chiacchierare poco distante a raccontare l’accaduto.

Una delle mamme, sentita successivamente dai carabinieri, aveva riferito quanto raccontatole dal figlio e cioè che l’uomo, accortosi della presenza dei bambini, avrebbe mostrato loro il dito medio dicendo ai minori di andare via. Quel giorno i genitori chiamarono la polizia locale per segnalare quanto avvenuto, a loro dire, poco prima. Da lì la segnalazione fu trasmessa ai carabinieri della locale Stazione per proseguire nelle indagini.

A coordinare le indagini fu il sostituto procuratore Rosanna Buccini che al termine degli accertamenti contestò all’imprenditore il reato di atti osceni alla presenza di minori. Ieri, dunque, il giudice Preziosi ha disposto la trasmissione degli atti al presidente per la riunione con un altro fascicolo pendente per violenza privata. L’imprenditore, difeso dall’avvocato Sergio Marini, respinge con forza gli addebiti che gli vengono mossi. Il legale infatti, a margine dell’udienza, ha parlato di «denuncia calunniosa, fatta per ritorsione a uno sgarbo ai bambini che facevano casino con le biciclette – ha puntualizzato l’avvocato –. Stavano entrando nel portone, lui si era stancato di quella confusione ed era intervenuto per farli smettere, gli aveva impedito di prendere le biciclette».

 

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA