Telefonate e pedinamenti alla titolare di una boutique, condannato per stalking

Venerdì 12 Febbraio 2021
Il Tribunale di Macerata dove si è tenuto il processo

MACERATA - La figlia dà in locazione un locale ad uso commerciale a due sorelle per aprire una boutique, poi scoppia una discussione per la consegna delle chiavi e il padre inizia a perseguitare le locatarie. Settempedano di 67 anni condannato a otto mesi per stalking.

 

La difesa: «Nessun atto persecutorio, faremo appello». I fatti risalgono al 2013 quando le parti avevano stipulato un contratto di locazione dell’immobile a San Severino e avevano fissato una data per la consegna delle chiavi. Quattro giorni dopo quella data le sorelle si sono recate dalla proprietaria dell’immobile per chiedere che venisse consegnato loro il locale perché dovevano effettuare dei lavori per l’allestimento, sul posto però c’era il padre della locatrice che avrebbe reagito – secondo la ricostruzione accusatoria - aggredendo una delle due sorelle, cercando di colpirla e dicendole che non si sarebbe dovuta più avvicinare al locale. Sarebbero seguite chiamate telefoniche di diffida ad aprire il locale e pedinamenti.

Mercoledì in aula il pubblico ministero Francesca D’Arienzo ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi, il giudice Daniela Bellesi ha condannato il 67enne a otto mesi, pena sospesa e al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro. Le sorelle erano parte civile con l’avvocato Luciano Pacioni. «C’è stato un semplice litigio il 17 maggio 2013 poi più nulla – ha commentato l’avvocato Francesco Copponi –. Telefonate il mio assistito non ne ha mai fatte e in merito alla sua presenza in zona era normale, di fronte a quel locale c’è una ferramenta che è un punto di ritrovo dove il mio cliente è sempre andato sia prima sia dopo i fatti. Dopo la lite del 17 maggio non si era più interessato del rapporto di locazione. Dobbiamo leggere le motivazioni ma posso già anticipare che faremo appello».

 

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