Macerata, doppia velocità nella ricostruzione post terremoto: a rilento i Comuni con più danni

Macerata, doppia velocità nella ricostruzione post terremoto: a rilento i Comuni con più danni
Macerata, doppia velocità nella ricostruzione post terremoto: a rilento i Comuni con più danni
di Monia Orazi
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Giovedì 11 Agosto 2022, 03:35

MACERATA - È la provincia di Macerata a fare la parte del leone, tra le marchigiane, sul tema della ricostruzione post terremoto. Su 12.886 fascicoli per i cantieri privati che sono stati presentati in regione, ben 7.921 sono della provincia di Macerata. Di questi, il 27,9% sono pratiche concluse, il 21,33% in esecuzione, cioè in corso di decretazione, e il 12,9% sono ancora in istruttoria.  

Una pioggia di contributi sulla provincia di Macerata per ricostruire le case devastate dal terremoto: sui tre miliardi circa di finanziamenti concessi alle Marche, oltre la metà, cioè un miliardo 879 milioni di euro sono riservati alla provincia di Macerata, ma di questi sono stati effettivamente erogati 875 milioni. Sono i dati del sito della Regione Marche da cui emerge una ricostruzione a due velocità: quella dei centri in zona collinare e quella della montagna. Il maggior numero di pratiche presentate, infatti, riguarda i Comuni di Tolentino, San Severino e Camerino, mentre nella zona più devastata del cratere sono state presentate meno pratiche, anche per la complessità della ricostruzione e l’elevato livello di devastazione. Tolentino è il Comune con più pratiche presentate in provincia: sono 890 con quasi 300 milioni di contributi concessi; è seguito da San Severino con 651 pratiche presentate e oltre 170 milionidi contributo; al terzo posto Camerino con 578 pratiche presentate e quasi 200 milioni di contributi concessi. Bisogna poi spostarsi in un’altra vallata per vedere numeri elevati, nello specifico a San Ginesio e Sarnano. Bene anche Pieve Torina, Fiastra e Bolognola, ma più ci si sposta verso la zona montana, dove il sisma ha distrutto interi paesi, e più il numero delle pratiche presentate è inversamente proporzionale a quello dei danni.

La classifica

In testa Castelsantangelo sul Nera che conta 41 pratiche presentate: solo il 7% del totale, con l’appello lanciato di recente dal sindaco Mauro Falcucci a tecnici e cittadini per andare più spediti nel presentare i progetti. Un dato che, di primo acchito, colpisce e dimostra il doppio binario su cui corre la ricostruzione in provincia, ma se approfondito riesce anche a far emergere le principali cause di questa grande differenza. Il primo fattore riguarda il binomio quantità-qualità dei danni. Le tre città che detengono il primato per le pratiche presentate hanno sì un grande numero di danni, proporzionato anche al vasto territorio, ma non registrano la stessa percentuale di distruzione di Castelsantangelo sul Nera. Il paese guidato da Mauro Falcucci, infatti, conta il 96.37% di inagibilità e crolli. È inevitabile che la percentuale incida sulla velocità di ricostruzione e sul numero delle pratiche presentate. Questa analisi viene confermata da un’altra pagina del sito dell’osservatorio regionale della ricostruzione. Quella che riguarda le macerie.

Le macerie consegnate
 

È qui che Castelsantangelo sul Nera è in testa. Perché sul totale delle macerie consegnate finora in tutta la regione (403.789.455 chili), Castelsantangelo sul Nera ha contribuito per il 18.7% e non ha ancora terminato le demolizioni degli edifici. Tolentino, che vanta il maggior numero di pratiche presentate, sul fronte delle macerie non raggiunge nemmeno l’un percento (0.87%). Più semplice, quindi, procedere spediti quando i danni alle abitazioni non sono gravi come in altri paesi. Più alto il dato di San Severino, con l’8% delle macerie consegnate a livello regionale e Camerino con il 5.79%. 

Edilizia scolastica


Sul fronte dell’edilizia scolastica, poi, nel conteggio regionale delle 118 scuole danneggiate, quasi la metà (55) sono nella provincia di Macerata, alla quale spettano per la sistemazione oltre 192 milioni di euro. Nel conteggio delle chiese e dei beni culturali danneggiati, invece, risultano nelle Marche un totale di 532 edifici, di cui 310 sono maceratesi. A sua volta la divisione tra le diocesi che gestiscono tali beni affida a quella di Camerino - San Severino il triste titolo di prima della lista: in questa zona c’è il 34,59% di strutture danneggiate. Quella di Macerata conta l’11,47% e in provincia ricade anche una parte della percentuale totale della diocesi di Fabriano - Matelica che, a cavallo tra due province riscontra il 4,51% dei danni regionali. 

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