Sulla Tari scintille in consiglio comunale, polemica sugli sconti a supermercati e farmacie. Antenne, crollo delle entrate

Martedì 21 Dicembre 2021 di Luca Patrassi
Il consiglio comunale di Macerata

MACERATA - Seduta prenatalizia, ma il clima festaiolo non ha impedito il solito vivace scambio di opinioni sui vari temi inseriti all’ordine del giorno del consiglio comunale che si è aperto ieri ed è stato convocato anche per oggi e dopodomani. L’ordine del giorno dei lavori ha preso il via con la discussione delle delibere che riguardano aliquote, tariffe e scadenze tributi e servizi comunali per il 2022, per proseguire - secondo le indicazioni della convocazione - con l’approvazione del Documento Unico di Programmazione 2022 – 2024 e il bilancio di previsione 2022-2024. 

 


La prima delibera trattata è stata quella legata alle tasse comunali ed a presentarla è stato l’assessore comunale Marco Caldarelli: «la delibera - ha detto l’assessore - prevede sostanzialmente una conferma delle aliquote Imu: non ci sono particolari novità, si ricorda che si è in attesa di indicazioni ministeriali sulle eventuali fattispecie oggetto di variazioni e il loro limite. Ricordo che l’aliquota massima per buona parte degli immobili soggetti al Tari è al di sotto del limite massimo consentito: l’aliquota di Macerata è al 10,60%, la differenza vale duecentomila euro di eventuali maggiori entrate. In questa fase difficile abbiamo deciso di non aggravare ulteriormente le tasse dei contribuenti. Per quanto riguarda la Tari le tariffe sono le stesse del 2021, il percorso di approvazione è complesso, il peg del Cosmari non è ancora stato prodotto e non lo sarà entro la fine dell’anno, lo si attende per maggio, sarà poi vidimato dall’Ata e va inviato all’Arera per l’approvazione per poi ripassare in Consiglio verso giugno. Le tariffe saranno molto probabilmente riviste ed intanto posso dire che le rate saranno quelle di, maggio e di novembre. Infine una puntualizzazione: i coefficienti Tari non sono fissati discrezionalmente dal comune ma sono calcoli eseguiti in base a tabelle di legge. Poi si aggiunge il fatto che la legge ha disposto l’abbattimento del canone per le antenne telefoniche, si passa dal canone libero a 800 euro fissi annui, e per il Comune è un bel danno con le antenne che iniziano a proliferare». 
Il tempo per l’assessore di chiudere il suo intervento ed a partire all’attacco è il capogruppo democrat Narciso Ricotta: «Andiamo a votare senza sapere l’importo reale della Tari, l’assessore è soft, io questa rivoluzione del Cosmari non la vedo, mancano il Peg, il direttore e la programmazione, non si sono prese decisioni sulla discarica ed è il regalo, caro sindaco, che le ha fatto l’ex presidente della Provincia Antonio Pettinari. Le tariffe aumenteranno, grazie anche ai costi più che triplicati di Cingoli. Poi vedo che si lasciano riduzioni del 10% della Tari a supermercati e a farmacie, settori che in questo periodo si stanno arricchendo». Sono poi intervenuti nel dibattito Cicarè (Città in Comune) e Castiglioni (Fdi). Caldarelli ha infine replicato brevemente a Ricotta facendo notare che «le riduzioni sono per interi settori e non per singole attività, con le farmacie ci sono altre categorie commerciali che sono invece fortemente penalizzate e non si può intervenire se non per aree omogenee». Quanto ai supermercati Caldarelli ha fatto osservare come la Tari venga invece reputata onerosa dai supermercati, al punto che una grande catena ha comunicato di voler utilizzare un proprio gestore per i rifiuti: «l’unico sistema efficace per evitare le storture delle tariffe per la Tari - ha concluso Caldarelli - è quello di arrivare alla tariffazione puntuale per singolo utente». La delibera è poi stata approvata.

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