Contestata la disparità di trattamento sul Cas, il Tar respinge il ricorso dei terremotati

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Monia Orazi
Diego Camillozzi

MACERATA - Il Tar del Lazio con la sentenza depositata lo scorso 25 gennaio, ha respinto entrambi i ricorsi presentati dai terremotati, per chiedere di sospendere le due ordinanze a firma del capo nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli sul contributo di autonoma sistemazione.

 

 

Contro la 614 il ricorso era stato presentato dall’avvocato Tina Fusari, contro la 670 dall’associazione “La terra trema noi no”, assistita dagli avvocati Jacopo Severo Bartolomei, Pietro Chiucchiuini, Marco Massei e Federico Valori.  Con queste parole ha dato la notizia l’avvocato Bartolomei: «Il Tar del Lazio con relatore Ines Pisano, ha respinto con motivazione ondivaga e claudicante, il ricorso contro le modifiche del Cas disposte con ordinanza n.670 del 2020 adottata unilateralmente dal dipartimento nazionale di Protezione civile senza concerto con il ministero dell’economia e delle finanze. Il presidente dell’associazione Diego Camillozzi intende riunire il pool di avvocati, per valutare se presentare ricorso al consiglio di Stato». 

L’udienza si era tenuta a Roma lo scorso 12 gennaio. Tra le eccezioni sollevate dai ricorrenti il mancato accordo tra Protezione civile nazionale e ministero dell’Economia e delle Finanze per le avvenute modifiche al contributo di autonoma sistemazione. Inoltre i legali hanno contestato la disparità di trattamento, tra coloro che hanno deciso di acquistare un’abitazione. Ad esempio chi aveva acquistato la casa nel comune di residenza o limitrofo, prima del novembre 2019, data di entrata in vigore dell’ordinanza 614, ha perso il diritto al contributo di autonoma sistemazione, a cui è legata anche la priorità nell’esame del progetto di ricostruzione della propria casa. Chi invece ha acquistato la casa successivamente, o in comuni lontano da quello di residenza, ha avuto diritto ad un contributo forfettario del cas, per tre anni. Il ricorso era stato presentato nella primavera 2020, con la firma di 120 terremotati.

All’atto di pronunciarsi, la prima sezione del tribunale amministrativo regionale del Lazio aveva deciso di rinviare la discussione della questione direttamente al giudizio di merito, senza pronunciarsi sulla sospensione cautelare delle ordinanze. Ora rimane un eventuale ricorso al consiglio di Stato, che l’associazione “La terra trema noi no” ed i suoi legali stanno valutando.

 

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