La rivolta delle famiglie contro la riorganizzazione delle mense scolastiche, sciopero e striscioni di protesta

Giovedì 8 Aprile 2021 di Nicola Paciarelli
La protesta contro la riorganizzazione delle mense scolastiche

MACERATA - La richiesta di ascolto e la contrarietà, non ideologica, alla sperimentazione è quanto ha portato allo “sciopero delle mense”. Così, tornano a farsi sentire i genitori degli alunni che da ieri sono oggetto della rivoluzione del servizio delle mense scolastiche, predisposta dall’amministrazione comunale.

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Ieri, infatti, in diverse scuole cittadine sono andate in scena forme di protesta contro l’organizzazione, con cartelloni e striscioni per dire no e con lo sciopero delle mense, che alla scuola Mameli ha avuto una partecipazione quasi totale, con solo 5 bambini su 56 che hanno mangiato in mensa, e un’adesione di circa il 33% degli alunni alla scuola della Pace. Stando a quanto afferma il “Movimento salviamo le mense scolastiche di Macerata”, la nuova organizzazione non funziona come dovrebbe.

«Questa mattina (ieri ndr) – spiega il comitato su Fb - è iniziata la sperimentazione e, non avendo ricevuto alcuna descrizione dettagliata, specie del nuovo servizio trasporto, abbiamo ritenuto opportuno verificare di persona. Questa (riferito alle foto allegate al post, che documentano orario di ingresso e uscita del furgone con i pasti, ndr) è la scuola Mameli, per il cui trasporto, più carico e scarico, erano stati dichiarati “10 minuti totali”: foto alla mano, il solo scarico dura 13 minuti, con un semplice furgone non coibentato lasciato incustodito con gli sportelloni aperti per tutto il tempo. Oggi, alla Mameli, ha scioperato la quasi totalità dei bambini, solo 5 su 56 hanno usufruito della mensa: cosa ci aspetta domani a pieno regime? Mancando una linea guida definita, sembra evidente che vacillino i presupposti anche per mantenere i minimi standard di sicurezza per il trasporto e la manipolazione dei pasti. È inaccettabile e indifendibile, anche e soprattutto il primo giorno. Ecco cosa succede quando si “sperimenta”». 

Martedì, il sindaco, Sandro Parcaroli, e l’assessore all’Istruzione, Katiuscia Cassetta, hanno inviato ai genitori una lettera «che ci piacerebbe diventasse una consuetudine di comunicazione tra amministrazione e genitori, per instaurare un rapporto diretto con ognuno di voi, senza nessun filtro, con rispetto e fiducia reciproca - affermano gli amministratori comunali -. La volontà dell’amministrazione non è di esternalizzare il servizio, né di eliminare il biologico. Verrà esteso un processo organizzativo che da anni viene svolto con sicurezza e nel rispetto delle norme previste. Cinque mense serventi, quelle meglio organizzate, prepareranno parte del pasto per altre cinque mense riceventi, mentre quattro mense rimarranno a gestione “diretta”. Questa organizzazione ci permetterà di iniziare la valutazione di un percorso che, nei programmi, dovrebbe mettere a sistema questa modalità di servizio nel maggior numero possibile di scuole». Viene, poi, ribadito che «verranno recuperate risorse da reinvestire in attrezzature», che «il personale sarà adeguatamente formato e tutti i bambini avranno lo stesso menu. Sentiamo fortemente la responsabilità delle nostre scelte, ponderate attentamente insieme al personale che da sempre ha cucinato per i vostri figli e di cui crediamo possiamo fidarci noi e altrettanto voi».
 

 

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