Insulta la ex fidanzata e perde le staffe, 26enne a processo. E' accusato di stalking

Sabato 23 Gennaio 2021
Il tribunale di Macerata

MACERATA - Cerca sul cellulare di lei e trova foto della giovane con altri ragazzi e perde le staffe: la insulta, la rincorre per le scale del palazzo e la riporta in casa poi sfonda la porta del bagno dove si era rifugiata e all’arrivo della polizia prende a pugni l’auto di servizio della Volante dove era stata fatta salire la giovane.

 

 

Sono alcune delle accuse che hanno portato un 26enne di Numana sul banco degli imputati per i reati di stalking e violenza privata. Ieri la vittima, una 25enne dell’Anconetano, è stata sentita in aula dal giudice Francesca Preziosi e dal pubblico ministero Stefano Lanari. La giovane che studia a Macerata è parte civile con l’avvocato Renato Bianchini. Davanti al giudice ha raccontato del dramma vissuto nell’estate del 2019. Dopo una relazione con un giovane di Numana durata circa sette mesi, aveva deciso di chiudere il rapporto e l’8 luglio gli aveva comunicato la scelta fatta. Lui avrebbe reagito minacciandola che avrebbe dovuto cancellare i suoi profili social e dandole una spinta. Due giorni dopo l’inaspettato: erano nell’appartamento di Macerata dove lei soggiornava per motivi di studio, il giovane dopo averle preso il cellulare e visto le foto tra cui alcune con dei ragazzi (foto risalenti a diversi anni prima) avrebbe iniziato a insultarla. Spaventata, la studentessa era uscita di casa ma era stata raggiunta per le scale e riportata dentro, si era quindi chiusa in bagno e aveva chiamato la polizia. L’ex sfondò la porta ma quando arrivarono gli agenti lei uscì di casa ed entrò nell’auto di servizio. Il giovane se la prese prima con l’auto della polizia poi con i poliziotti stessi e fu arrestato. Ma in aula la giovane ha aggiunto anche altri particolari, ha raccontato di una volta che lui l’avrebbe chiusa in un magazzino riferendo inoltre di essere stata costretta con minacce a restare a casa con lui. In base a queste integrazioni il pm Lanari ha modificato il capo di imputazione e rinviato l’udienza a settembre per sentire altri testimoni. Il giovane, che respinge gli addebiti, è difeso dall’avvocato Stefano Bruciapagli del foro di Ancona.

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