Macerata, spycam in Comune contro
gli assenteisti, ma l'investigatore spiffera

Mercoledì 13 Febbraio 2019 di Benedetta Lombo
MACERATA -Avrebbe mandato all’aria un’indagine su presunti casi di assenteismo in Comune rivelando che di lì a poco sarebbero state apposte delle telecamere. In aula il sindaco Romano Carancini ha confermato i fatti. Il processo però si avvia verso la prescrizione.
È finito ieri all’attenzione dei giudici del collegio presieduto da Roberto Evangelisti e del pubblico ministero Enrico Riccioni il procedimento a carico di Filippo Mosciatti, investigatore privato settantenne di Pollenza. L’uomo è accusato di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. I fatti contestati risalgono a giugno del 2012.
  
All’epoca i militari della Guardia di finanza avevano avviato un’indagine su presunti casi di assenteismo in Comune. Ai militari del Nucleo di polizia tributaria erano giunte segnalazioni su dipendenti comunali che sarebbero entrati ed usciti per diverse ore senza timbrare il cartellino o facendo risultare di essere al lavoro quando invece erano fuori per motivi privati. Per poter verificare se le voci fossero fondate o meno e per accertare quello che avveniva all’interno del Palazzo, il sostituto procuratore Riccioni – titolare all’epoca del fascicolo – dispose di posizionare alcune telecamere nascoste. I finanzieri quindi decisero di affidare l’incarico a un investigatore privato, Mosciatti, che avrebbe dovuto effettuare un sopralluogo per accertare come e dove installare le telecamere. Ma l’investigatore, una volta arrivato in Comune sarebbe andato direttamente dal sindaco Carancini e da un funzionario rivelando che erano in corso indagini da parte dei finanzieri su presunti casi di assenteismo e che era imminente l’installazione delle camere. L’investigatore privato, avendo violato il dovere di segretezza connesso all’incarico ricevuto ed essendo proprio in tale qualità esso stesso un ausiliario di polizia giudiziario, è finito sotto indagine per rivelazione di segreto d’ufficio. Ieri mattina in aula è stato sentito come testimone il sindaco Carancini che ha riferito di ricordare che Mosciatti era andato da lui per segnalargli delle “situazioni anomale di alcuni dipendenti comunali”, motivo per cui il primo cittadino aveva poi segnalato il fatto alla segreteria del Comune. Ieri in tribunale sono stati sentiti anche un funzionario comunale che ha confermato il quadro accusatorio e un finanziere. L’udienza è stata poi rinviata a dicembre, ma tra dieci mesi il reato sarà ormai prescritto.
 
L’imputato, che nel processo è difeso dall’avvocato Carlo Pagamici, ha sempre sostenuto la propria estraneità alle accuse, dichiarando di aver agito correttamente. Ma di fatto l’indagine andò a monte dal momento che si era sparsa la voce dell’installazione di lì a poco delle telecamere. Inizialmente nel procedimento era indagata anche una dipendente comunale accusata di truffa ai danni dello Stato perché avrebbe fatto risultare che era al lavoro quando non lo era. La sua posizione però era stata stralciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA