Spaccio al parco: due ragazzi fermati con l'hashish e documenti tunisini sospetti

Macerata, spaccio al parco: due ragazzi fermati con l'hashish e documenti tunisini sospetti
Macerata, spaccio al parco: due ragazzi fermati con l'hashish e documenti tunisini sospetti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Novembre 2020, 15:43

MACERATA - Spaccio di stupefacenti al parco, blitz dei poliziotti in via Isonzo: due ragazzi pizzicati con l'hashish e con doumenti emessi dall'autorità tunisina che vengono rientui sospetti.

LEGGI ANCHE:

Lockdown nazionale, Sileri lo esclude: ma possibili nuove restrizioni. Natale? Sì agli amici, ma sarà sottotono

Coronavirus, nelle Marche 702 nuovi positivi: mai così tanti in un giorno/ Il contagio nelle regioni

Nel pomeriggio di lunedì scorso, i poliziotti della “Volante” procedevano al controllo di tutte le persone presenti  all’interno dei giardini pubblici di via Isonzo, individuata a seguito dei numerosi servizi effettuati, come zona a rischio per quanto riguarda lo spaccio e il consumo di  sostanze stupefacenti. I poliziotti procedevano quindi al controllo di  quattro  giovani uno dei quali, alla vista della Polizia, cedeva una busta nelle mani di un altro dei giovani seduti che a sua volta, con un gesto fulmineo, la gettava a terra dietro di se nel tentativo di non essere visto dagli agenti. Immediatamente recuperata dai poliziotti, la busta risultava contenere ben nove pezzi di hashish ben nascosti da cartine per sigarette e da altro materiale.  
I due soggetti coinvolti nella vicenda, 22 e 23 anni, entrambi di nazionalità tunisina, domiciliati a Macerata, venivano accompagnati in questura per le procedure di rito e denunciati per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Successivamente sono state sottoposte a perquisizione anche le abitazioni dei due, operazioni che hanno consentito di rinvenire e sequestrare materiale ritenuto utile al proseguo dell’attività di indagine tra cui alcuni telefoni cellulari e numerosi documenti emessi dalle autorità tunisine sui quali sono in corso tuttora accertamenti volti a stabilire la loro autenticità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA