Macerata, omicidio Pamela: un altro
sopraluogo nella casa degli orrori

Mercoledì 19 Giugno 2019
MACERATA - Sono arrivati a metà mattinata da Roma per eseguire un sopralluogo nell’appartamento di via Spalato dove Innocent Oseghale ha fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro. Lo zio della ragazza di 18 anni e avvocato dei familiari, Marco Verni, è arrivato a Macerata insieme alla criminologa Roberta Bruzzone, ai genitori di Pamela, Alessandra Verni e Stefano Mastropietro, e alla nonna materna. Verso le 11, accompagnati dal tenente colonnello Luigi Ingrosso, da altri carabinieri e dall’avvocato Andrea Marchiori, legale del proprietario dell’appartamento affittato alla compagna del nigeriano, Verni e la criminologa Bruzzone sono saliti nell’abitazione per effettuare un sopralluogo. 
 
La presenza dei carabinieri è stata resa necessaria dal fatto che l’appartamento, al momento dell’accesso, era ancora sotto sequestro. Il provvedimento di dissequestro, infatti, è arrivato soltanto in tarda serata. «Sì, confermo di essere stata a Macerata, ma il motivo è riservato», ha risposto laconica al telefono la Bruzzone. Da quanto emerso però, la criminologa e consulente di parte dei familiari di Pamela, avrebbe voluto vedere con precisione la dislocazione dell’appartamento probabilmente in vista dell’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal procuratore capo Giovanni Giorgio nei confronti degli iniziali coimputati di Oseghale, i connazionali Desmond Lucky e Lucky Awelima. Dopo un’iniziale iscrizione nel registro degli indagati, infatti, la procura della Repubblica maceratese ne aveva chiesto l’archiviazione perché nel corso delle indagini non erano emersi elementi a carico di Lucky e Awelima circa il loro coinvolgimento nell’omicidio, né dagli accertamenti effettuati dalla Scientifica e dai Ris erano emerse tracce della loro presenza nell’appartamento di Oseghale. 
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