Troppo caldo e poca acqua: a rischio la produzione di vino bianco nel Maceratese

Troppo caldo e poca acqua: a rischio la produzione di vino bianco nel Maceratese
Troppo caldo e poca acqua: a rischio la produzione di vino bianco nel Maceratese
di Luca Muscolini
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Martedì 28 Giugno 2022, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 17:10

MACERATA - Se non dovesse piovere entro una quindicina di giorni anche per il settore vitivinicolo maceratese sarebbe dura. È forte il grido d’allarme proveniente da alcune delle aziende più rappresentative del territorio. «Non siamo ancora all’emergenza perché la piovosità dei primi mesi dell’anno ci ha dato una mano – è la disamina di Anastasia Accattoli, titolare dell’omonima azienda che ha il “cuore” nella Cantina di Montefano e che produce vini da sessant’anni – ma siamo ormai agli sgoccioli. Anche lo scorso anno abbiamo sofferto per la siccità, che però ci ha assillato dalla metà di luglio.

Nel 2022 abbiamo iniziato a soffrire da maggio, troppo in anticipo. Non abbiamo la possibilità di rifarci ad anni recenti per poter effettuare un parallelo che ci possa confortare, cosicché stiamo scoprendo la difficoltà di questa stagione, che pure dal punto di vista quantitativo è incoraggiante, giorno dopo giorno. Alcune aziende sono corse ai ripari irrigando i terreni, ma noi non ne abbiamo la possibilità, ed inoltre, con la crisi idrica generale, dove potremmo prendere l’acqua? Bisognerebbe – è il suggerimento della Accattoli – organizzarsi con degli invasi da riempire nei mesi invernali per poi beneficiarne d’estate, ma per ora possiamo solo sperare che la situazione meteorologica cambi in breve per ridare vitalità alle viti le cui radici profonde hanno consentito finora di resistere». 

Le temperature

Aldilà della siccità a preoccupare la titolare dell’omonima azienda Accattoli sono le alte temperature. «La tropicalizzazione delle nostre zone, con temperature a cui non eravamo mai arrivati in passato, soprattutto in certi mesi, crea problemi al vino. Io e mio figlio Riccardo Ciavattini che mi supporta ormai da tre anni, soprattutto nel settore dell’alta qualità, produciamo in azienda circa 700.000 litri di vino all’anno, equamente ripartiti tra il rosso ed il bianco che di recente è tornato ad avere molto mercato, siamo in apprensione per il fatto che a temperature troppo elevate rischiamo di non poter avere per il bianco il consueto colore. Se almeno potessimo contare su un’escursione termica giornaliera più marcata, con temperature notturne più gradevoli, ci sarebbero sicuramente meno problemi. Ma il termometro in questi giorni non ci sta dando una mano». 

L’asso

Il podere Sabbioni, che si snoda nel territorio di Petriolo, può contare su un asso nella manica. «Il terreno delle nostre vigne – commenta Massimo Carletti che con la moglie Maria Grazia Sagretti, quest’ultima legale rappresentante, gestisce l’azienda – ha sedimenti sabbiosi e si snoda in prossimità di un torrente, ragion per cui l’acqua nel sottosuolo c’è, cosicché non possiamo parlare ancora di emergenza, ma le piante danno segni di maturazione che di solito si evidenziano in agosto, il cosiddetto “agostamento”. Le viti rischiano di non maturare ulteriormente, cosicché si potrebbe perdere dal punto di vista della qualità del prodotto. Noi arriviamo a circa 30.000 bottiglie di vino prodotte in un anno in quattro ettari di terreno, di cui tre quarti di bianco (vitigno maceratino, ndr), con un particolare gusto salmastro che richiama il mare. Se il trend climatico non dovesse cambiare, non sarebbe una stagione qualitativamente da ricordare». Non resta che attendere con fiducia la pioggia. 

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