Sferisterio fuori dalla lista Unesco. E Carancini sferra l'attacco: «Scelta assurda»

Sferisterio fuori dalla lista Unesco. E Carancini sferra l'attacco: «Scelta assurda»
Sferisterio fuori dalla lista Unesco. E Carancini sferra l'attacco: «Scelta assurda»
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Sabato 4 Giugno 2022, 09:05

MACERATA -  Sulla questione della mancata candidatura dello Sferisterio nella lista dei teatri storici delle Marche proposti dalla Regione come patrimonio Unesco si infiamma la polemica. Ad accendere i riflettori sul tema era stata la consigliera Stefania Monteverde alla quale aveva risposto in Consiglio l’assessore alla cultura di Macerata Katiuscia Cassetta. Quest’ultima, in buona sostanza, aveva sostenuto che lo Sferisterio non era nella “tentative list” perché non aveva i requisiti per esservi inserito. 


Ora interviene il consigliere del Pd Romano Carancini: «Nell’affermare che lo Sferisterio non risponde ai criteri richiesti dalla candidatura stessa si afferma una falsità», esordisce. Secondo Carancini la convenzione Unesco «prevede che i beni iscritti nella lista del patrimonio mondiale come agglomerati sono gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno un valore universale eccezionale dal punto di vita storico, artistico o scientifico. Quindi nessun vincolo sull’origine di utilizzo dei beni storici, legati, invece, da uno stesso valore universale, cosa che rende lo Sferisterio perfettamente alla stregua degli altri teatri marchigiani candidati.

I 3 criteri (tra i 10 previsti dalle linee guida) scelti espressamente dalla Regione Marche per avvalorare la sua candidatura sono: essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale; costituire esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico; essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, opere artistiche dotate di un significato universale eccezionale». Quindi, anche in questo caso, secondo Carancini «nessun vincolo sull’origine di destinazione del bene storico, e 3 parametri per i quali lo Sferisterio avrebbe potuto essere tra i migliori interpreti, visto il suo immenso valore artistico e musicale, l’espressione autorappresentativa di comunità, la conformazione perfettamente congrua a quella di un teatro storico ma allo stesso tempo unica al mondo. C’è un segno, tra gli altri, originale, inedito, straordinario che lo Sferisterio esprime idealmente nel suo essere teatro: i palchi. Nessun teatro al mondo, all’aperto, ha i palchi come lo Sferisterio, incastonati nella meraviglia delle colonne doriche. Appare assurda e incoerente, quindi, la scelta della Regione di escludere uno tra i beni più preziosi e originali del suo patrimonio artistico-culturale, che rientra a pieno titolo nel circuito dei teatri storici delle Marche per le motivazioni che la stessa Regione ha formalmente elencato nella sua relazione di candidatura. Una vera e propria incoerenza, nonché un’occasione persa, per la quale chiederò spiegazioni con un’interrogazione in sede di Consiglio regionale».


«Intanto ci domandiamo: che cosa ha portato la Regione ad escludere lo Sferisterio di Macerata, oggi palco lirico internazionale e blasonato? Il fatto, come dice l’assessore comunale Cassetta, che sia stato in origine destinato alla pratica del gioco della palla al bracciale sebbene sia stato ideato e costruito come un teatro all’italiana, con un’acustica straordinaria e con un soffitto di stelle? Non è una discriminante prevista dall’Unesco. Non è una motivazione rientrante nei criteri delle linee guida di candidatura», prosegue Carancini. Macerata, per Carancini, «avrebbe potuto concorrere doppiamente, con lo Sferisterio accanto al Teatro Lauro Rossi». 

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