Pasqua dà la spinta alla voglia di ripresa. I ristoratori: «Pronti a voltare pagina»

Domenica 10 Aprile 2022 di Giulia Sancricca
Il centro storico di Macerata

MACERATA - Una settimana alla Pasqua e le prenotazioni dei ristoranti della provincia riflettono le speranze di chi vede la primavera 2022 come la stagione del ritorno alla normalità. Dalla costa all’entroterra molti locali sono al completo, altri sono in attesa delle ultime prenotazioni: in alcuni casi le previsioni meteo serviranno ad indirizzare i commensali verso il mare o la montagna. 

 

 
 I più ottimisti sono i ristoratori del capoluogo. Paolo Bedetta, titolare di “Primo piatto” a Macerata e in altre otto città della regione, è convinto che «a Pasqua e Pasquetta sarà full. Visto l’andamento nei nostri locali, negli ultimi periodi, penso che faremo meglio degli altri anni. La gente è più propensa ad uscire ora che la pandemia è più lontana». Non si lascia intimidire nemmeno dall’aumento dei prezzi: «Noi per le materie prime andiamo direttamente alla fonte e, anche se i rincari hanno inciso, i piccoli ritocchi che abbiamo fatto sui prezzi, già molto bassi, non ci hanno creato problemi con la clientela. Mi auguro che questo sia il momento della ripartenza per tutti: la ristorazione negli ultimi due anni è stata massacrata e nessuno ci ha aiutato».

Propositivo anche Jerry Patassi de “L’Officina” di Macerata. «Noi continuiamo solo con l’orario serale e siamo già quasi al completo. Abbiamo parecchie richieste e notiamo che quest’anno è meglio di sempre. Negli ultimi due anni a Pasqua siamo stati noi a portare la cena a casa, ora c’è voglia di tornare alla normalità. I numeri sono molto meglio del periodo pre-pandamia: abbiamo prenotazioni anche per il primo maggio». Buoni anche i numeri della costa. Secondo Luisa Baiocco di “Lulù” a Civitanova, «le prenotazioni stanno andando bene, soprattutto per Pasquetta. Per quanto ci riguarda lavoriamo molto con gli umbri e tanti di coloro che hanno prenotato sono clienti fissi che vogliono inaugurare la bella stagione». A fronte di prenotazioni incoraggianti, però, sui ristoratori continua a pendere la spada di Damocle dei rincari. «Purtroppo ci siamo trovati a dover aumentare qualcosa - ammette Luisa Baiocco - , ma essendo uno chalet sul mare i prezzi non possono arrivare alle stelle, altrimenti la gente non viene più. Ci accontentiamo di guadagnare qualcosa in meno, cerchiamo di rimboccarci le maniche, ma vogliamo che i clienti escano contenti. Purtroppo sono aumentati i prezzi degli ingredienti basilari: noi lavoriamo con le fritture di pesce e l’olio è schizzato alle stelle. Dopo le difficoltà degli ultimi due anni ci auguriamo che finalmente si torni alla normalità, ma che il caro prezzi non porti ulteriori problemi».

C’è poi chi ha deciso di non riversare sul menù gli aumenti, ma è comunque preoccupato per chi potrebbe stringere la cinghia e rinunciare a un pranzo fuori. «Speriamo che questa sia la vera ripartenza - confida Fabio Domizi di “Pippo e Gabriella”, a Sant’Angelo in Pontano - , anche se notiamo che i clienti sono preoccupati per i rincari delle bollette e questo potrebbe convincerli a rinunciare al ristorante. Nonostante questo però, per Pasqua siamo al completo già da qualche giorno. Per Pasquetta invece c’è ancora disponibilità, ma di solito le prenotazioni si muovono più tardi visto che è un giorno dedicato alle gite fuori porta». Anche a Recanati le prenotazioni sono migliori per Pasqua, come spiega Mirko Malatini di “Poesia a tavola”. «Per domenica siamo già al completo - spiega - mentre per lunedì sono rimasti pochi posti disponibili. Il 90 percento delle prenotazioni sono di turisti: di solito con le persone del posto lavoriamo durante l’anno, ma per le feste accogliamo soprattutto forestieri. Devo ammettere comunque che le prenotazioni non sono come gli precedenti il Covid: la guerra e l’aumento dei prezzi rendono i clienti più restii a uscire».

Si riparte a fatica, invece, nell’entroterra. Marco Biordi de “Il ristoro” di Sefro ammette che «le prenotazioni sono ancora medio-basse. Al momento l’affluenza non è come gli altri anni, ma devo dire che per i locali di montagna come il nostro, che lavorano soprattutto a pranzo e a merenda, il bel tempo è fondamentale. Sono sicuro che anche oggi (ieri, ndr) se ci fosse stato il sole, avremmo lavorato bene. Probabilmente prima di prenotare per Pasqua e Pasquetta aspettano ancora qualche giorno».

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