Riduzioni per le attività e sconti per le famiglie: ecco come sarà gestita la Tari nell'era post-Covid

Giovedì 10 Giugno 2021 di Mauro Giustozzi
Riduzioni per le attività e sconti per le famiglie: ecco come sarà gestita la Tari nell'era post-Covid

MACERATA Il rinvio a fine maggio della scadenza della prima rata, poi la domanda di riduzione per gli esercizi commerciali colpiti dalle restrizioni covid posticipata sino al 30 giugno ed ora ulteriori interventi di rimodulazione trattati nel prossimo consiglio comunale. Sulla Tari l’amministrazione comunale si è molto spesa tra la fine dello scorso anno e questi primi sei mesi del 2021.

 

 

«Nel prossimo consiglio comunale arriveranno tre importantissime delibere sul tema Tari –esordisce l’assessore ai Servizi amministrativi, Marco Caldarelli- che riguarderanno sia il futuro che il presente della tassa rifiuti. Ci stiamo lavorando e posso solo dire che ci saranno importanti novità che terranno conto delle difficoltà che la città attraversa in questo periodo legato alla pandemia. Sarà un intervento molto importante quello che stiamo elaborando con gli uffici e riguarderà sia la Tari che versano gli esercizi pubblici che quella residenziale dei privati. In particolare toccherà quegli esercizi commerciali che sono stati costretti alla chiusura per lunghi periodi causa pandemia».

Del resto un’apertura da parte dell’amministrazione comunale verso le attività commerciali si era già verificata grazie alla riapertura e prolungamento fino al 30 giugno del termine per presentare la domanda per la riduzione della Tari rapportata ai giorni di effettiva chiusura delle attività commerciali nel 2020, attraverso una delibera peraltro votata all’unanimità dal consiglio comunale di Macerata. La scadenza per presentare tale domanda, in un primo momento era fissata al 31 ottobre 2020 ma la giunta decise di favorire chi non aveva fatto richiesta o l’ha fatta ma in ritardo e può avere diritto alla riduzione. Per cui tutte le istanze presentate dopo la scadenza del 31 ottobre 2020 sono state riammesse e i termini sono aperti fino al 30 giugno. 

«Riteniamo che questa riapertura dei termini sia stato un atto dovuto, come gesto di attenzione a chi è stato colpito dalla pandemia anche nella propria attività – ha detto l’assessore Caldarelli -. Interverremo a fine mese con questa ulteriore rimodulazione proprio per venire incontro ulteriormente a coloro che più di altri hanno sofferto l’emergenza economica che si è trascinata dietro la pandemia». Va ricordato anche che quest’anno il pagamento della prima rata della Tari è stata rinviata dal 30 aprile al 31 maggio mentre quella della seconda rata resta fissata a novembre. La giunta si è impegnata ad accollarsi anche l’incremento dei costi di 215mila euro previsti per maggiori spese imputabili al Cosmari, non andando così a gravare sulle bollette dei cittadini. 

Prevedendo al contempo diverse agevolazioni a favore delle utenze domestiche, come la riduzione del 30% della tariffa ove risiedono soggetti con Isee inferiore o uguale a € 10.000,00; riduzione del 20% della tariffa ove risiedono nuclei familiari con quattro o più componenti, con Isee complessivo inferiore o uguale a € 20.000,00; riduzione del 25% della tariffa ove risiedono nuclei familiari con quattro o più componenti (con almeno 3 figli), con Isee inferiore o uguale a € 30.000,00. Tari che, nel bilancio comunale, incide per una cifra di circa 8 milioni di euro l’anno. «La Tari è la copertura di un servizio –ricorda Marco Caldarelli- che tolti i costi interni del Comune viene girata al Cosmari che effettua il servizio raccolta e smaltimento rifiuti. E’ una tassa che assomiglia molto ad una tariffa. Non si tratta di un incasso comunale come può avvenire ad esempio per l’Imu.

Nell’ambito della Tari ci sarà da approvare un nuovo regolamento che, ad esempio, cambia la raccolta dei rifiuti: le utenze non domestiche, cioè quelle delle attività lavorative, possono scegliere di affidare anche i rifiuti urbani, oltre che quelli speciali, a società private diverse dal Cosmari che oggi effettua il servizio. Porto l’esempio di un’autocarrozzeria che dispone già di un contratto con un’azienda per la raccolta di rifiuti speciali e può decidere di conferire a questa impresa anche quelli urbani. Però bisogna ricordare che quella autocarrozzeria un po’ di Tari la pagherà lo stesso al Comune nella parte del costo fisso rispetto al variabile. Costo fisso che pesa attorno al 50% e quindi bisognerà valutare se vale la pena effettuare questo cambiamento all’impresa».

 

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