Maxi inchiesta sui furti auto anche nelle Marche: condannati due pugliesi

Venerdì 25 Settembre 2020 di Benedetta Lombo
Macerata, maxi inchiesta sui furti auto anche nelle Marche: condannati due pugliesi

MACERATA - Furti di auto. Due pugliesi condannati, atti inviati al Tribunale di Foggia per competenza. Si è chiuso così il processo ieri a carico di due foggiani e un romeno (inizialmente erano quattro gli indagati, ndr) che vivono tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia. L’indagine, denominata dai carabinieri, “Radiator springs”, aveva portato alla luce una serie di furti perpetrati (36 in totale) tra Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, di cui nove solo a Macerata

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I colpi erano stati messi a segno nel 2019, in totale erano 35 le persone offese di cui solo due si erano costituite parte civile. Per tre di loro, i pugliesi Domenico Pellegrino e Roberto Devenuto, e per il romeno Danut Andrei Ghebenei (mentre per il terzo pugliese coinvolto il processo sarà celebrato a dicembre, ndr) mercoledì si è celebrato il processo con rito abbreviato. Il pubblico ministero Enrico Barbieri ha chiesto la condanna a 7 anni e 10 mesi per Pellegrino, 4 anni e 6 mesi per Devenuto, e 3 anni per Ghebenei.
 
Il giudice Daniela Bellesi ha condannato Devenuto a 3 anni e 4 mesi e Pellegrino a 2 anni e 4 mesi solo per il primo capo d’imputazione a loro contestato e relativo al furto di un’auto a Civitanova, per le restanti contestazioni ha riqualificato i reati in ricettazione e associazione a delinquere e ha inviato gli atti al Tribunale di Foggia per competenza.
La banda era stata fermata a dicembre 2019 quando quattro foggiani, tre italiani e un romeno, erano finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L’operazione era partita a maggio quando a Macerata vennero denunciati i primi furti di autovetture (Audi, Volkswagen, Seat, ecc.), poi proseguita su tutta la dorsale dell’A14. L’inchiesta fu sviluppata attraverso una complessa analisi del traffico telefonico e poi furono esaminati i numerosi filmati acquisiti dalle videocamere di sorveglianza sia di Macerata che di altri comuni della provincia. In cinque mesi erano stati analizzati e sviluppati più di due milioni di contatti telefonici dal militare specializzato del Nucleo investigativo, l’appuntato scelto Vincenzo Ierardi, che dopo aver acquisito il traffico telefonico transitato su tutte le celle di copertura dei luoghi dove sono stati consumati i furti, era riuscito a localizzare tutte le utenze in uso ai quattro foggiani e a ricostruire tutti gli spostamenti e i movimenti del gruppo.

Ultimo aggiornamento: 10:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA