Profughi ucraini attesi a giorni a Macerata, dalla diocesi fondi inviati a Kiev

Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi
Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi
di Mauro Giustozzi
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Venerdì 4 Marzo 2022, 10:27

MACERATA - I primi profughi ucraini sono attesi nei prossimi giorni a Macerata, città che si sta organizzando sia nel reperimento di alloggi di proprietà comunale, ma anche di privati, che per individuare un punto di raccolta di materiali che possono essere donati alla comunità ucraina locale che poi li invierà nell’est Europa. 

 

«C’è stato un primo contatto di una persona ucraina che abita a Macerata che farà arrivare nei prossimi giorni la propria famiglia in città – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Francesca D’Alessandro - per la quale stiamo cercando un alloggio adeguato per poter ospitare un nucleo familiare di sette persone, donne e bambini, che è riuscito a raggiungere la Polonia e da lì poi si muoverà verso l’Italia. Il viaggio dovrebbe iniziare domani (oggi, ndr.) e nel giro di pochi giorni si ricongiungerà con questa persona che però avrà bisogno di un appartamento più grande per ospitare la famiglia. Macerata è in prima linea per supportare, con ogni mezzo possibile e con azioni concrete, la difficile situazione che sta vivendo il popolo ucraino. Il viaggio di queste sette persone verrà guidato da un uomo polacco che si è offerto, mostrando un’infinita generosità e solidarietà».

Il Comune sta procedendo alla ricognizione degli alloggi disponibili in città sia di proprietà comunale che di altri enti. «Abbiamo individuato cinque abitazioni che possono essere subito messe a disposizione dei profughi - ha detto l’assessore - ma continuiamo a lavorare per reperire altri alloggi. Chiunque avesse un appartamento disponibile può anche segnalarlo al Comune inviando una mail ad amministrativi.sociali@comune.macerata.it». È stata inoltre attivata la Protezione civile per tutte le azioni a sostegno delle associazioni di volontariato e a supporto dei cittadini ucraini che si trovano in città.

«Ci stiamo anche coordinando con la Croce Rossa –prosegue la D’Alessandro -. Siamo in contatto con la Comunità ucraina Marche per individuare anche un luogo dove far affluire e stoccare gl aiuti, che vorranno essere donati dai maceratesi da inviare poi in Ucraina». Intanto si è mossa anche la diocesi. In un messaggio il vescovo Nazzareno Marconi ha parlato dell’accoglienza dei profughi ucraini. «Stiamo in contatto quotidiano con la Caritas nazionale e con le autorità», ha detto fornendo alcune una serie di indicazioni.

«L’accoglienza di stranieri provenienti da zona di guerra non può essere svolta in maniera caotica o improvvisata. Le persone che arriveranno devono essere presentate alla Prefettura per le necessarie autorizzazioni. Siamo ancora in regime di emergenza Covid pertanto devono essere adottate le necessarie precauzioni e rispettati tutti i protocolli disposti dalle autorità. La Caritas Diocesana resta a disposizione per chiarimenti a riguardo e aiutare a risolvere eventuali problematiche burocratiche. Al momento organizzare raccolte di cibo o abiti non serve: si corre il rischio di inviare materiali in luoghi dove la gente non c’è più, perché intanto è fuggita altrove. Abbiamo già versato al vescovo di Kiev una prima somma per aiuti immediati di 10.000 euro che stanno già utilizzando per le primissime emergenze».

A mobilitarsi è anche la Lega Marche : da oggi a domenica saranno raccolti medicinali, alimenti e indumenti. Nella nostra provincia questi i punti previsti: Civitanova ore 9.30-13 e 15-19 nella sede Lega in viale Vittorio Veneto 127/a; Macerata ore 10-13 piazza della Libertà; Porto Recanati ore 16-19 piazza delle Rimembranze (Caffè del Corso); Recanati ore 10.30-12.30 corso Cavour (di fronte al teatro Persiani). «L’aiuto di tutti può fare la differenza è importante che tutti facciamo la nostra parte, al di là di simboli e ideologie» ha sottolineato il commissario della Lega, Riccardo Augusto Marchetti. 
 

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