Professoressa e assistente agli arresti domiciliari: giovedì l’interrogatorio dal Gip

Lunedì 23 Maggio 2022 di Lolita Falconi
Professoressa e assistente agli arresti domiciliari: giovedì l interrogatorio dal Gip

TOLENTINO  - È stato fissato per giovedì prossimo, dinanzi al giudice del tribunale di Macerata Claudio Bonifazi, l’interrogatorio di garanzia di Alessia Cingolani e Marta Morroto, l’insegnante di sostegno e l’assistente per l’autonomia e la comunicazione finite agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di una alunna autistica dell’istituto Filelfo. 

 
Durante l’interrogatorio le due donne, entrambe assistite dall’avvocato Diego Casadidio, avranno la possibilità di chiarire la loro posizione e di dare la loro versione dei fatti. Spiegare i loro comportamenti e le loro scelte anche attraverso dei documenti. Già sabato, dopo la conferenza stampa in cui i militari dell’Arma della compagnia di Tolentino e del Reparto operativo del comando provinciale di Macerata hanno illustrato i dettagli dell’operazione che le ha viste coinvolte, tramite il loro avvocato hanno respinto tutte le accuse mosse nei loro confronti.


«L’alunna - aveva sottolineato il difensore Casadidio - è stata seguita da diversi anni dalle indagate, sulla base delle indicazione della equipe medica ed in stretta collaborazione con la famiglia». Il legale ha voluto specificare che non c’è stata «mai alcuna violenza sulla ragazza». E aveva poi aggiunto che «la non conoscenza della problematica specifica dell’autismo grave ha comportato una evidente distorta valutazione delle azioni di contenimento che le insegnanti hanno adottato coerentemente ai protocolli e alle indicazioni date dalla neuropsichiatra per contenere e limitare azioni e reazioni di impulso dell’alunna con grave spettro autistico». Secondo il difensore per questo gli inquirenti sarebbero arrivati a «conclusioni distorte».


L’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’insegnante di sostegno e l’assistente aveva preso il via dopo la segnalazione arrivata ai carabinieri dalla stessa scuola. A notare un comportamento giudicato anomalo delle due indagate era stata una tirocinante dell’istituto di istruzione Filelfo di Tolentino che aveva segnalato la situazione al dirigente scolastico Donato Romano.


Le indagini erano scattate lo scorso marzo. I militari del Nucleo operativo di Tolentino, insieme ai colleghi del reparto operativo di Macerata, con il coordinamento del pm Rita Barbieri e del procuratore facente funzioni Claudio Rastrelli, avevano raccolto testimonianze, intercettazioni ambientali e immagini dalle telecamere nascoste. Dopo aver raccolto una serie di elementi c’è stata la richiesta delle misure cautelari, accolte dal giudice per le indagini preliminari che ha posto le due indagate appunto, da venerdì scorso, agli arresti domiciliari. L’indagine era stata ricostruita dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa.

Aveva spiegato il colonnello Massimiliano Mengasini, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Macerata, illustrando le prime risultanze dell’indagine: «Le docenti ignoravano la ragazzina, parlavano al cellulare e quando lei cercava attenzione dalle insegnanti queste rispondevano con bestemmie ed offese. Una volta le hanno fatto scrivere ripetutamente una frase e poi hanno buttato la pagina nel cestino. Le dicevano che era bugiarda, e così quando chiedeva di andare in bagno non le credevano, una volta ha fatto i suoi bisogni addosso per poi sentirsi insultata».


Le due indagate, come detto, respingono tutte le accuse. L’assistente conosceva la studentessa da molti anni e l’aveva sempre seguita nel suo percorso di crescita a scuola. Alla docente di sostegno era stata affidata lo scorso anno. Giovedì saranno le due indagate, a dare la loro versione dei fatti. Sulla vicenda anche il dirigente Donato Romano aveva invitato a mantenere la calma. «Il mio interesse e ritengo quello della scuola è quello di conservare un atteggiamento di calma e serenità. La nostra è una scuola che ha nell’inclusione uno dei propri punti di forza».

 

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