La prima mossa del nuovo sindaco Parcaroli: «Toglierò le catene in piazza»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Giuseppe Porzi
La prima mossa  del nuovo sindaco Parcaroli: «Toglierò le catene in piazza»

MACERATA  - Nell’arioso ingresso della Med Store, a Piediripa, si viene accolti da una signora di una cortesia senza affettazione e quando le si chiede del titolare - e nuovo sindaco - Sandro Parcaroli, lei l’avverte sollecita, chiamandolo Sandro e dandogli del tu. «Sì, Sandro – spiega lui nell’elegante piano superiore dominato dal bianco e dalla luce delle vetrate – che c’è di strano? Qui lavoriamo tutti e tutti abbiano la stessa dignità. Qui, in Comune, io sono Sandro senza altri orpelli». 

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E privi di orpelli sono i suoi primi ragionamenti da neoeletto e la prima festa per il successo, tributatagli ieri mattina i dipendenti. «Si è stappato dello spumante e mangiato dei pasticcini – dice – tutto molto semplice». E poi un’allusione intinta nell’aceto: «L’hanno decisa loro e sono stato contento; c’è chi in campagna elettorale ha detto che li tratto male, può venire qui e parlare con loro». Ma il capitolo - polemica si chiude prima ancora di aprirsi, sia per la miriade di telefonate di lavoro e di rallegramenti che si succedono senza soluzione di continuità, sia perché «c’è tanto lavoro da fare e non si deve perdere tempo in queste cose». E infatti di tempo non ne ha perso, ieri, Parcaroli che già alle 6,45 era in piazza della Libertà. «Era per un’intervista alle 7, ma sono arrivato prima e ho visto le operazioni di montaggio delle bancarelle del mercato. È stato importante, perché istruttivo: anche su questo dovremo ragionare».

Poco dopo alle 9 ha partecipato alla Santa Messa della Guardia di finanza nella chiesa di Santa Croce. «Ho voluto esserci perché è stata l’occasione per un primo incontro con le autorità - spiega -; ho parlato con i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle altre istituzioni, col rettore di Unimc. C’è bisogno di dialogo, perché i problemi di ognuno sono quelli di tutti. Io ho delle idee, ho progetti e voglio realizzarli; allo stesso modo chi ha proposte, idee le avanzi, troverà sempre orecchie attente e interessate. Non importa da dove esse vengano: destra o sinistra, se sono buone le si può, anzi le si deve fare insieme. Altrimenti non andiamo da nessuna parte». Insieme è il termine che più ricorre nelle sue parole e in quel momento le sue parole di caricano di impeto e passione. 

«In queste settimane ho parlato con tanta gente, imprenditori che possono aiutare a rilanciare la città e in tanti hanno risposto. Macerata e tutta la provincia, sono strettamente legate e non possono che crescere insieme. Serve un unico grande piano di rilancio». Allora viene naturale chiedere la prima cosa che farà, e lui: «Ne voglio fare tante, ho parlato col proprietario dell’ex Upim per conoscere il progetto, aiutare i commercianti». Poi riflette e sbotta. «Ma prima voglio togliere quelle orribili catene e quei panettoni di cemento in piazza della Libertà. Sono una cosa indecorosa». 

Eccola la passione che emerge da modi garbati e da un’affabilità naturale con cui Parcaroli accoglie o risponde a chiunque nonostante la ridda di sollecitazioni che gli piovono da ogni parte. Anche quando gli si prospettano quei rituali della politica che per esperienza - e forse per carattere - gli sono estranei: per esempio come comporrà la sua giunta. «C’è una squadra da costruire, gente capace da scegliere». 

Poi, abbassa un po’ la voce quasi a confidarsi. «Vedi - dice - io sono un imprenditore e devo per forza fare squadra; perché, non può farlo un sindaco? Una volta insediato, convocherò la conferenza dei sindaci del territorio il prima possibile, per cercare insieme soluzioni e proposte da sottoporre alle altre istituzioni. E non parlo solo di sanità, ma anche di altre questioni importanti come la ricostruzione, gli interventi sul territorio». Certo, tutto molto bello , ma prima c’è una giunta da formare. «E lo farò - risponde pungolato -, io rinuncerò all’indennità e con essa nominerò due assessori in più che si occupino di questioni specifiche». 

Sì, ma come usciranno dal cilindro della coalizione? «Saranno persone capaci, in grado di dare soluzioni concrete. Più saranno capaci e più io potrò fare il sindaco come ho intenzione di farlo. Io sarò spesso fuori per tessere rapporti con le altre istituzioni, perché ci sono progetti da realizzare e occorrono soldi. Io dovrò trovarli». E ancora il riferimento al suo lavoro. «Se un imprenditore non ha una squadra all’altezza è costretto a restare in azienda e questa non può crescere. Anche Macerata dovrà averne». Ma occorrerà un sindaco e tempo pieno, e come può farlo un imprenditore? «Vorrà dire che dodici ore al giorno le dedicherò al Comune, tre o quattro all’azienda - perché ho una bella squadra - e il resto per quel che rimane e per dormire». Ha una determinazione non sfrontata, Parcaroli e vuole andare di fretta. D’altronde, dal 1982, anno di nascita di Med a Camerino, primo in Italia a proporre prodotti Apple, al 2.000 quando l’azienda creò la sua sede a Piediripa e nel 2.020 con l’apertura della nuova sede, Parcaroli ha corso molto e bene, creando un gruppo che oggi conta circa 200 dipendenti e un fatturato di 157 milioni di euro. E già ieri è andato di fretta con un primo incontro, nel pomeriggio, con i dirigenti del Comune. «Anche loro sono parte della squadra - ha chiarito -, mangio qualcosa di pronto con mia moglie qui a Piediripa e poi vado subito su». 

E alle 15, puntuale, a palazzo Conventati ha incontrato il comandante della polizia locale, il segretario generale, Paolo Cristiano il vice Gianluca Puliti, il dirigente dei servizi tecnici Tristano Luchetti e dell’ufficio personale e finanziario Simone Ciattaglia. «Abbiamo parlato di questioni come la scuola nel periodo Covid, di sicurezza e del primo consiglio comunale. Ho toccato con mano un clima di collaborazione e cooperazione che mi auguro continui durante i prossimi cinque anni». E oggi arriva Salvini in piazza.

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