L'ira dell'ex sindaco Carancini contro la Regione: «Niente imbrogli, ospedale di primo livello è un diritto per Macerata»

Lunedì 12 Aprile 2021 di Nicola Paciarelli
L'ex sindaco Romano Carancini oggi consigliere regionale

MACERATA - «Ciò che è avvenuto ieri (sabato, ndr.) è una sonora presa in giro ai cittadini dell’Area vasta 3 e di Macerata. Filippo Saltamartini viene ad annunciare il furto, ai danni dell’Av3, di un diritto dato dalla Legge: l’ospedale di primo livello è un diritto, non una concessione di Saltamartini o della Regione. Aver vinto le elezioni non vuol dire cancellare diritti o fare mero autoritarismo. Non si può imbrogliare sulle regole e sui fatti. I cittadini debbono sentire la verità, non imbrogli politici». Come un treno in corsa, Romano Carancini si lancia contro l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, che, di fatto, ha chiuso la strada all’ospedale di primo livello, previsto in contrada Pieve, in base ai criteri del così detto Decreto Balduzzi del 2015. 

 

 

Parametri che stabiliscono, riguardo all’edilizia ospedaliera per acuti, due principi: la complessità crescente, ovvero ospedali di base, di primo e di secondo livello; la territorialità, con bacino di utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti per gli ospedali di base, tra 150.000 e 300.000 per quelli di primo livello e tra 600.000 e 1.200.000 per il secondo livello. Dunque, in Av3 può esserci un solo ospedale di primo livello.

«L’illusionista Saltamartini ha dato uno spettacolo indecente rispetto alla correttezza delle informazioni, parlando di ospedale unico, ma nessuno ha mai parlato di ospedale unico – dice Carancini, mostrando la documentazione che ha portato alla decisione sulla struttura della Pieve -. Un’altra sfacciata bugia dell’illusionista Saltamartini è che la delibera è stata adottata in fase pre elettorale, ma lui non legge e non sa, perché se avesse letto e parlato con il convitato di pietra, il presidente Acquaroli, saprebbe che il 27 ottobre 2017 la Conferenza dei sindaci, all’unanimità, ha deciso per l’ospedale di primo livello».

Duro e senza mezzi termini, Carancini attacca ancora: «C’è amarezza per l’assenza del presidente Acquaroli, che, da sindaco, votò a favore e, addirittura, convinse Ciarapica (sindaco di Civitanova, ndr) a dire sì all’ospedale. Ma l’amarezza più grande è per Anna Menghi, consigliere regionale del territorio, che ha mostrato disinteresse per l’ospedale di primo livello e non solo».

Sui costi, l’ex sindaco di Macerata sottolinea: «Saltamartini racconta che il costo sarebbe di 890 milioni, ma la scelta del project, che si può condividere o meno, ci farebbe avere un ospedale “chiavi in mano”, con un risparmio di 11,8 milioni l’anno, come scritto nello studio di fattibilità. Lui, però, tace su questo e dice che in quattro anni farà un nuovo ospedale da 390 posti letto, per il quale, se non lo sapesse, servono bando per la progettazione, progetto di fattibilità economico finanziaria, progetto definitivo, progetto esecutivo, validazione del progetto, bando per la realizzazione, aggiudicazione, collaudo. Chiedo – conclude Carancini – l’esposizione e l’assunzione di responsabilità di sindacati, associazioni, aziende e chiedo al sindaco di Macerata di dirci se vuole o non vuole l’ospedale di primo livello». 

Narciso Ricotta, capogruppo consiliare del Pd a Macerata, aggiunge: «La conferenza stampa di Saltamartini è servita solo a sancire la pax politica nel centrodestra, con la Regione che ha imposto la scelta, anticipata dalla visita di Parcaroli a Ciarapica, sulla cancellazione dell’ospedale di primo livello, che il presidente della Conferenza dei sindaci di Av3 ha accettato supinamente. È la capitolazione politica di Macerata, la resa: il centrodestra, compatto, accetta di farsi sfilare l’ospedale per tutto il territorio, perché ciò significa che non si farà in provincia di Macerata. Ora serve la mobilitazione di tutti».

Anche la neo segretaria provinciale del Pd, Paola Castricini, alza la voce: «Sulla salute non esiste colore politico. Noi portiamo avanti un progetto, che non è del Pd, ma del territorio. Non dire in Conferenza dei sindaci che l’ospedale di primo livello non si farà più è scorretto. Al governo regionale dico che troveranno sempre il Pd dalla loro parte sulla sanità, perché noi vogliamo risolvere i problemi dei cittadini».
 

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