Covid, il personale sanitario allo stremo. I sindacati: «Subito assunzioni e indennità»

Venerdì 5 Marzo 2021 di Mauro Giustozzi
L'ospedale di Macerata

MACERATA - Assunzioni di personale tenendo conto delle preferenze, rispettare il turn-over e la rotazione per chi opera in strutture Covid, evitare il disagio di lunghi spostamenti degli operatori sanitari in Area vasta 3, dotare pure il personale che non lavora in strutture Covid di mascherine Ffp2 , schermo facciale e camice Tnt. I sindacati della sanità, pur sottolineando la disponibilità all’ascolto e al dialogo aperto con la direzione di Area vasta, puntano il dito su quelle situazioni di criticità da risolvere legate all’emergenza pandemica. 

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«L’Area vasta 3 è in forte contrazione di personale sin dall’apertura del Covid center – afferma John Palmieri, segretario Fp Cgil - del quale si è completamente fatta carico. Nell’ipotesi di apertura del quinto modulo c’è urgenza di immettere personale sanitario e tecnico formato, che permetta di non erodere servizi già sospesi o ridotti. Chiediamo assunzioni dalla graduatoria infermieri sino all’ultimo candidato, oltre all’utilizzo delle mobilità esistenti per tutte le figure interessate, tramite un percorso di programmazione a medio/lungo termine che permetta di rispondere alle esigenze dei lavoratori. Bisogna arginare il fenomeno del contagio che nel 2020 ha provocato oltre 3.000 infortuni da Covid e ben 12 decessi nella sanità delle Marche: maggiori tutele dotando il personale nelle Unità operative anche con pazienti no Covid, di mascherine Ffp2, schermo facciale e camice Tnt». 

Dal canto suo Marcello Evangelista, della Uil Flp, indica nella necessità di rispettare il turn over degli operatori che lavorano in strutture Covid e di evitare lunghi viaggi a medici e infermieri i temi da affrontare. «I pronto soccorso sono in sofferenza come due mesi fa – afferma Evangelista - con pazienti Covid che si affollano a Macerata e Civitanova. A ciò si aggiunge il fatto che il personale è allo stremo: alla direttrice Corsi ho chiesto il rispetto del contratto nazionale e dell’accordo regionale, che indica nei 30 giorni la mobilità d’urgenza, poi ci deve essere il turn over nei reparti Covid. Sia di personale a tempo indeterminato che a tempo determinato. Poi è necessario che siano rispettate e pagate le indennità previste come la diaria giornaliera e i chilometri per gli spostamenti verso strutture Covid e pronto soccorso». 

Sulla stanchezza degli operatori si sofferma anche Paola Ticani della Cisl Fp. «Riguarda tutto il personale, sia Covid che non –spiega - perché anche negli ospedali principali non ci sono percorsi delineati sporco-pulito per cui il rischio del contagio è presente ogni giorno. Poi c’è il peso che ha il virus sul personale dell’ospedale di Camerino, visto che moltissimi dipendenti sono stati spostati al Covid center di Civitanova. Oltre allo stress lavorativo questi colleghi devono sopportare la fatica di fare centinaia di chilometri ogni giorno che, se per un mese è sostenibile, non lo è quando accade da novembre». 

Infine il Nursid, il sindacato di infermieri e ostetriche, chiede di rispettare le preferenze di destinazione di chi ha partecipato al concorso. «Si stanno creando enormi disagi per i dipendenti e per le Aziende – afferma Elisabetta Guglielmi -. Chiediamo il rispetto delle scelte fatte dal concorrente e in caso di chiamata da altri ambiti la possibilità, in caso di rinuncia, di rimanere in graduatoria. Serve un monitoraggio anticorpale per chi si è vaccinato, sarebbe utile per l’Asur sapere se i dipendenti sono coperti o meno dal vaccino». 
 

 

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