Macerata, no alle indagini sulla mafia nigeriana per la morte di Pamela. Archiviazione per Desmond e Awelima

Mercoledì 23 Ottobre 2019 di Benedetta Lombo
Awelima

MACERATA - Non servono ulteriori indagini né sui due nigeriani né sulla mafia nigeriana, il procedimento è chiuso. Il gip Giovanni Maria Manzoni ha archiviato il procedimento a carico di Desmond Lucky e Lucky Awelima per concorso nell’omicidio di Pamela Mastropietro

Con la decisione il giudice ha messo una pietra tombale sul macabro delitto della 18enne romana uccisa e fatta a pezzi nell’appartamento mansardato di via Spalato il 30 gennaio dello scorso anno. L’unico ad aver commesso il brutale assassinio sarebbe stato, dunque, Innocent Oseghale.

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Ma non solo. Il gip ha anche disposto la trasmissione degli atti alla procura perché valuti se procedere per calunnia nei confronti di Vincenzo Marino, testimone dell’accusa, e di due detenuti (che avevano reso dichiarazioni accusatorie verso Oseghale) e per falsa testimonianza solo nei confronti di Marino.
La decisione del gip è stata notificata ai legali degli indagati, Francesca Palma (per Awelima) e Gianfranco Borgani (per Desmond Lucky), e della parte civile, l’avvocato Marco Valerio Verni (per i familiari di Pamela) nel tardo pomeriggio di ieri. In una lunga motivazione il magistrato ha analizzato punto per punto gli elementi proposti dai familiari di Pamela che avevano sollevato l’opportunità di effettuare ulteriori indagini per fugare ogni dubbio sulla dinamica dell’omicidio. Nello specifico i familiari di Pamela si erano opposti all’archiviazione solo della posizione di Desmond ritenendo che ci fossero ancora coni d’ombra sulla sua possibile partecipazione al delitto. Ma il gip ha ritenuto che le richieste avanzate (analisi su sedie, mollette, un tubo di gomma e sigarette) fossero in realtà meramente esplorative dal momento che i Ris hanno eseguito accertamenti completi su Dna e impronte. In merito alla richiesta di ulteriori accertamenti sulla “mafia nigeriana”, per il giudice non ce n’è necessità dal momento che non ci sono concreti elementi a carico degli indagati su un’eventuale affiliazione all’organizzazione criminale denominata “mafia nigeriana”. Lucky, Awelima e Oseghale sono da collocare, piuttosto, in un circuito locale di spaccio non connotato dal carattere mafioso. Dopo aver motivato la sua decisione, il gip Manzoni, ha quindi disposto la trasmissione degli atti in procura nei confronti di Vincenzo Marino per calunnia nei confronti di Oseghale e per falsa testimonianza. 
Nel corso del processo celebrato davanti alla Corte d’Assise di Macerata (che ha condannato Oseghale all’ergastolo, ndr) il 6 marzo scorso il pentito ed ex collaboratore di giustizia Marino, testimone chiave dell’accusa e indicato dal legale della famiglia di Pamela, aveva riferito di aver raccolto le confidenze autoaccusatorie di Oseghale sul delitto in carcere a Marino del Tronto.

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