Contagi boom, personale dirottato al Covid Hospital: si ferma per una settimana l'attività di Chirurgia

Giovedì 1 Aprile 2021 di Emanuele Pagnanini
Contagi boom, personale dirottato al Covid Hospital: si ferma per una settimana l'attività di Chirurgia

MACERATA - Anomalo ma comunque preoccupante il dato dei contagi coronavirus di ieri registrato in provincia: 260 nuovi casi in un giorno è in assoluto il numero più alto di quest’anno di pandemia per Macerata. Neanche nel clou della seconda ondata, a novembre, si era arrivati così in alto.

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Nella somma c’è un accumulo di almeno 43 tamponi che risalgono a più di tre giorni fa. Tempi di refertazione oltre le 72 ore che, quindi, hanno determinato un numero di casi più in alto in un solo giorno, quando invece sarebbero stati riferiti a diversi giorni precedenti. Ma non basta a spiegare un balzo assolutamente fuori scala, quasi il triplo di casi rispetto al giorno prima, più del doppio rispetto a domenica.

 

E che giunge dopo una settimana in assoluta discesa della curva, che era arrivata ad un incidenza di 258 (casi su 7 giorni per 100mila abitanti). In sole 24 ore, si è tornati a quota 303. 

Le verifiche 

Per verificare se si tratti del primo passo di una risalita o di un dato frutto di riconteggi e, quindi, del tutto episodico, lo diranno i prossimi giorni. Da accertare se ci siano stati focolai. Analizzando i contagi registrati ieri (che, come noto, si riferiscono sempre al giorno prima, quindi sono di martedì) per Comune di residenza, si scopre che la concentrazione è a Macerata e dintorni. Sono riferiti ad abitanti del capoluogo 73 dei 260 casi, il 28,1%, quindi più di uno su quattro. Segue, ma ben distanziato, Tolentino con 21 casi (8,1%). Se si allarga un po’ lo zoom da Macerata, si scopre che quasi la metà dei casi di ieri sono stati registrati in un’area di Comuni confinanti che comprende, oltre al capoluogo e Tolentino, anche Treia (17) e Pollenza (13). Totale, 124 casi su 260. 

Le aree

Insomma, coordinate geografiche che potrebbero indicare uno o più focolai. Ma è più probabile che i casi accumulati siano riferiti a laboratori di Macerata. Dove, però, come pubblicato nei giorni scorsi, si è registrato un aumento del numero di attualmente positivi in assoluta controtendenza rispetto al resto della provincia. Situazione peraltro condivisa proprio con Treia. Va meglio invece sulla costa. A Civitanova sono riferiti 17 casi dei 260 di ieri, il 6,5%. Ma considerando che qui abita il 13,7% della popolazione provinciale (un maceratese ogni 7,5), il dato è sottomedia. A differenza di Corridonia (11), Montecosaro (8) e Morrovalle (8). Insomma, più colpita la media valle del Chienti. Intanto continua la pressione sugli ospedali. Dopo Pasqua, nella settimana dal 6 all’11 aprile, personale della Chirurgia dell’ospedale di Macerata sarà impiegato al Covid Hospital di Civitanova. Dunque solamente per quella settimana interventi programmati sospesi, il reparto rimarrà però attivo per le urgenze e garantendo gli interventi oncologici in scadenza. Una disposizione resasi necessaria per dare respiro al personale dell’ospedale di Civitanova, sempre più impegnato soprattutto nella terapia intensiva e subintensiva. Per ora non c’è la possibilità di aprire un nuovo modulo. Ora la capienza è di 70 posti letto. A Macerata in medicina d’urgenza ci sono 10 pazienti (erano 12 un paio di giorni fa). Anche Camerino è full con i suoi 34 posti letto occupati. Situazione, invece, leggermente migliorata al pronto Soccorso di Civitanova dove nell’ultimo bollettino risultano ospitati 9 pazienti.

 

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