Museo, il gelo di Dante Ferretti: «Tante chiacchiere e basta, spero non lo facciano quando sarò morto»

Museo, il gelo di Dante Ferretti: «Tante chiacchiere e basta, spero non lo facciano quando sarò morto»
Museo, il gelo di Dante Ferretti: «Tante chiacchiere e basta, spero non lo facciano quando sarò morto»
di Giulia Sancricca
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 15:09

MACERATA -  Nessuno è profeta in patria. Un detto antico, ma che ogni volta si fa sempre più attuale. Sembra essere così anche per lo scenografo, tre volte premio Oscar, Dante Ferretti. Macerata, sua città natale, da anni prova ad avvicinarsi a progetti che lo coinvolgano o che valorizzino la sua figura, ma il copione è sempre lo stesso: tante parole, nulla di concreto. Dopo l’intervento del consigliere di minoranza David Miliozzi, che critica la mancata attenzione nei confronti dell’artista per il quale Macerata non ha ancora allestito un museo, a parlare è lo stesso Ferretti.


Invitato a commentare l’attesa per la realizzazione di un allestimento con le sue opere ed anche quel progetto di illuminazione urbana redatto durante l’amministrazione Carancini e mai più concretizzato, lo scenografo non nasconde la delusione, e lo fa togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, pur mantenendo il garbo che lo contraddistingue. «Abbiamo parlato tante volte di questo museo - confida Ferretti - ma non succede mai niente. Probabilmente hanno cose più importanti da fare rispetto a questo allestimento». Poi cita il maxi progetto della pista da sci in sintetico nel capoluogo (con i fondi del Pnrr) che ha diviso l’opinione pubblica. «Sembra che in questo periodo la città sia più impegnata a fabbricare neve e sci - commenta -. A Montegranaro si realizzano scarpe, Macerata vorrà distinguersi per queste due peculiarità».

Il coinvolgimento dello scenografo non è mai mancato da parte delle amministrazioni maceratesi, ma a quanto pare, dopo gli incontri, non si è concretizzato nulla. «L’ipotesi del museo mi è stata illustrata spesso da chi si occupa di “arte” (ci tiene a specificare le virgolette, ndr) a Macerata. Ogni tanto mi chiamano, sono anche venuto in città per parlarne, il liceo artistico ha realizzato una piccola mostra, ma poi non ho più sentito nessuno».

Nonostante la consapevolezza che i suoi progetti restino - per il momento - in secondo piano, Ferretti ribadisce comunque la sua disponibilità, ma ad una condizione: «l’importante è che non decidano di fare il museo quando sarò morto - dice -. Mi auguro di poter vivere abbastanza da poter non solo ricordare l’allestimento, ma anche dare suggerimenti. Non mi voglio mettere in mezzo, però. È un progetto che mi farebbe piacere - confida - Sono nato nelle Marche, le ho amate e le amo tanto. Quando posso torno, ma più di questo non so cosa fare, posso solo dire che resto a disposizione per qualsiasi iniziativa». Nessuna novità nemmeno per il progetto di illuminazione urbana che doveva essere finanziato dall’Iti, Investimento territoriale integrato. Era stato presentato nel 2016. «Realizzai una progettazione - ricorda -, incontrai anche Adolfo Guzzini, ma poi è finito tutto lì. Non si è saputo più niente, non so cosa sia successo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA