Stretta del sindaco sulla movida, mugugnano i titolari dei locali. «Purché duri soltanto un mese»

Giovedì 9 Settembre 2021 di Mauro Giustozzi
I controlli della polizia locale durante la movida

MACERATA - La stretta sulla movida serale del giovedì fa discutere gli esercenti della città. Stasera scatta l’ordinanza sindacale che fino al 9 ottobre il giovedì fa chiudere i locali alla una, fa scattare l’obbligo di mascherina per chi frequenta il centro storico e pone il divieto di accesso alle auto nella ztl altrimenti aperta. Una decisione che ha sorpreso molti dei titolari di ristoranti, bar e pub del centro che però vogliono meglio capire se questa ordinanza sarà legata solo al breve periodo indicato o se invece si tratta di un primo passo verso un mantenimento per la stagione invernale di queste restrizioni. 

 

 

Alcuni sollevano perplessità sulla differenziazione esistente nell’ordinanza che vale per chi ha un’attività dentro le mura urbiche e non è attuata invece nel resto del territorio comunale. Anche le associazioni di categoria sono rimaste stupite dal provvedimento preso dalla giunta Parcaroli ma, al pari dei proprietari delle attività più colpite, aspettano di capire bene l’evolversi della situazione prima di puntare il dito contro l’amministrazione comunale. «Devo dire la verità mi ha sorpreso, non me l’aspettavo – esordisce Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali - ma ho visto che durerà solo un mese. La movida universitaria non è ancora iniziata e se resta limitata al mese per cercare di non fare troppi assembramenti si può accettare anche perché si fissa l’una come termine di chiusura dei locali. Ricordiamoci che fino a maggio eravamo alle 22 e c’era il coprifuoco. Se si tratta di un solo mese l’accettiamo: non vorremmo che però questa cosa continui oltre, in quanto noi siamo assolutamente contrari a questo genere di blocchi. Sarebbe un danno per gli esercenti il protrarsi di questa situazione nei mesi invernali». Polacco si ripropone di approfondire la questione direttamente col sindaco Parcaroli nei prossimi giorni per comprendere fino in fondo le intenzioni dell’amministrazione comunale.

«Certamente farò una telefonata al sindaco – prosegue il direttore di Confcommercio - per capire l’obiettivo di questa decisione adottata. Se si tratta di un’azione preventiva per partire al meglio nella stagione universitaria ci sta, se invece le motivazioni sono di altro genere e vanno a punire chi fa impresa in centro storico noi non siamo assolutamente d’accordo. Tanti locali hanno già pagato pesantemente la crisi e le chiusure dovute al covid per cui è importante per Macerata avere l’appuntamento del giovedì che è tradizionale».

Penalizzati in particolar modo quei locali come lo Spulla Win Bar di via Armaroli che proprio nella notte registrano il picco di presenze. «Di fatto la chiusura è a mezzanotte perché da quell’ora non si possono più servire alcolici - dice il titolare di Spulla, Marco Michelini - quindi è inutile restare aperti. Bisognerebbe avere più controlli in giro, non sono certo i locali che fanno casino ma i ragazzi che girano in città. Si sa benissimo quali sono i luoghi dove ci sono schiamazzi e con controlli mirati il problema si risolverebbe subito. Peraltro negli ultimi tempi non si sono registrate più risse o atti vandalici: la verità è che i residenti vogliono riposare e anche il parlare a voce alta può dar fastidio. Questa ordinanza crea comunque danni a noi che lavoriamo in centro e ci vediamo sottratto il giovedì che è il giorno con più presenze a Macerata».

Chi si mostra molto dispiaciuto da questa decisione è Marco Guzzini del locale DiGusto di corso Matteotti. «Vedere la città affollata anche nel dopo cena è bello – dice - poi il giovedì è oramai divenuto un simbolo del divertimento a Macerata. Considero l’ordinanza una sconfitta per tutti: capisco le lamentele dei residenti però la maggior parte dei giovani si diverte in modo sano. E’ una minoranza che si comporta male e per colpa di questa minoranza si arriva a queste restrizioni. Forse sarebbe stato opportuno che prima ci fosse stato un tavolo tra noi operatori, Comune e forze dell’ordine».
 

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