Il calcio marchigiano piange Michele Morra. Da tempo lottava contro un male

Michele Morra con la maglia della Civitanovese
Michele Morra con la maglia della Civitanovese
di Emanuele Pagnanini
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Venerdì 19 Agosto 2022, 06:30

CIVITANOVA -  «Lode a te, Michele Morra». È il coro che si levava immancabile al Polisportivo di Civitanova, sempre gremito, dopo ogni gol di Michele Morra. Oggi alle 15 saluterà l’ultimo viaggio del grande calciatore portorecanatese nella chiesa del Preziosissimo Sangue. Morra si è spento ieri, due giorni dopo il suo 70esimo compleanno. Una brutta malattia lo ha accompagnato da tanto tempo a questo giorno, senza però togliergli lucidità e passione. La stessa che portava non solo nella sua famiglia ma nei campi di calcio, sia come giocatore che come allenatore.

 

In quest’ultima veste ha sempre preferito lavorare con i più piccoli, soprattutto nella sua Porto Recanati e nella vicina Civitanova, città che lo ha adottato, come del resto Tolentino. Tappe di una lunga e brillante carriera, tanto che si può dire che in lutto è tutto il calcio marchigiano. Nato in Argentina (a San Fernando), si è poi trasferito a Porto Recanati. Qui i primi calci insieme al fratello minore Damiano. I due furono notati dal Parma ma solo Damiano si aggregò ai Ducali in serie C perché Michele fu chiamato alla leva militare (dove fu selezionato in una rappresentativa nazionale). Damiano Morra giocò in serie A con il Catania di cui fu una bandiera. Michele ricominciò dalle Marche. A Tolentino la promozione in serie D e poi l’amara retrocessione. Poi approdò in serie C, al Forlì, da qui il grande salto a Bologna in serie A. Una sola presenza contro l’Avellino il 12 novembre 1978, poi il passaggio al Piacenza. Nella stagione 1980/81 l’arrivo a Civitanova dove diventò un idolo. Insieme al compaesano Beniamino “Gegè” Di Giacomo in panchina, portò la Civitanovese per la prima volta in C1 con i suoi 9 gol. Il più importante quello all’89’ nel derby interno contro la Maceratese. Ma andò a segno anche nella penultima giornata contro il Monselice per quel punto che significò matematica promozione.

Dopo la retrocessione, Morra, spesso con i gradi di capitano, riconquistò con i rossoblù la C1. E anche stavolta firmò il gol promozione, quello del 3-2 contro la Gioventù Brindisi. Sue anche le firme dei gol internazionali della Civitanovese nel torneo anglo italiano. Nel 1984 il passaggio al Foligno e poi il ritorno a Tolentino dove iniziò anche la carriera di allenatore. Divenne responsabile di diversi settori giovanili: Santa Maria Apparente, Vigor Sma, Loreto, Castelfidardo e la sua Porto Recanati. L’aggravarsi della malattia non gli ha consentito di salutare i compagni della prima storica promozione con la Civitanovese, durante la cena organizzata da Tiziano Zorzetto prima di Ferragosto. Lascia la moglie Anna Maria e i figli Matteo e Giada. Innumerevoli i messaggi di cordoglio. Da Tolentino, società, tifosi e Comune si sono uniti nel messaggio di cordoglio. 

«È stata e sarà sempre una bandiera del Tolentino – hanno scritto il sindaco Mauro Sclavi e l’assessore allo sport Alessia Pupo – attaccante di razza, con i suoi gol ha regalato grandissime soddisfazioni ai tifosi cremisi anche come allenatore. Rimane per tutti un esempio come uomo e come sportivo». Lo ricorda anche il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica. «Bomber amatissimo e indimenticabile della Civitanovese. Di Michele resta memorabile il gol al 90’ nel derby contro la Maceratese e l’essere stato protagonista, nella stagione 80/81, della promozione in serie C1».Yuri Rosati, medico pneumologo e consigliere comunale oggi, giovane tifoso della Civitanovese quando Morra andava in gol, scrive: «Eri un ottimo giocatore ed una bravissima persona. Tutte le volte che ti incontravo ti salutavo con un “ciao mostro” sorridevi e parlavamo un po’, l’ultima volta proprio in ospedale. Mancherai a tutti. Riposa in pace mostro».

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