Coppia morta in un incidente. Patente scaduta e ubriachezza: cadono le aggravanti per Farah

Giovedì 15 Luglio 2021 di Benedetta Lombo
Marouane Farah

MACERATA - Uccise una coppia di genitori guidando ubriaco e sotto effetto di stupefacenti. La Corte di Appello di Perugia dovrà pronunciarsi sulla rideterminazione della pena. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Cassazione a cui ha presentato ricorso il legale Giovanni Galeota difensore insieme al collega Emanuele Senesi di Marouane Farah, il marocchino di 36 anni di Monte San Giusto che la notte del 3 marzo del 2019 a bordo della sua Audi A6 causò un tragico incidente stradale lungo la statale Adriatica nel territorio di Porto Recanati uccidendo Gianluca Carotti, 47 anni, ed Elisa Del Vicario, 40, entrambi di Castelfidardo e ferendo gravemente i rispettivi bambini. 

 
L’incidente avvenne a mezzanotte e mezza, la coppia con i rispettivi figli stava tornando a casa da una festa di carnevale quando l’Audi A6 guidata da Farah invase la loro corsia travolgendoli. Un impatto violentissimo che spinse la Peugeot 2008 indietro per circa 17 metri, facendo alzare il retrotreno e scagliando l’auto contro la Ford Kuga degli amici che la seguiva, per poi ribaltarsi sul fianco destro. Carotti e Del Vicario morirono sul colpo, lui per trauma cranio toracico, lei per trauma cranico, entrambi indossavano le cinture ma lei aveva la bandoliera poggiata sul braccio e non sulla spalla ed era finita contro il parabrezza. I bambini furono portati al Salesi in prognosi riservata.

In primo e secondo grado Farah era stato condannato a 10 anni di reclusione. L’avvocato Galeota aveva quindi presentato ricorso in Cassazione evidenziando diverse circostanze, tra queste l’inutilizzabilità del prelievo ematico perché il marocchino non aveva firmato il consenso informato. 

Secondo la difesa il prelievo era stato effettuato alle ore 2.14, mentre il consenso informato è delle ore 3.40. Poi alle 3.45 vi era stata una richiesta degli agenti della polizia stradale di sottoporre al prelievo ematico Farah. Nei documenti era riportato che Farah “non era in grado di firmare per problemi fisici dovuti all’incidente” ma per la difesa in nessun atto di indagine ci sarebbe la prova del problema fisico che ha reso impossibile all’imputato sottoscrivere l’atto. Non solo. Per la difesa a Farah era stata contestata l’aggravante che prevede un aumento di pena se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata. In questo caso il marocchino circolava con patente di guida scaduta e non rinnovata, una circostanza che per il legale non può essere assimilata alla condotta di chi guida senza aver mai conseguito la patente pertanto l’aggravante deve essere esclusa.

I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato la sentenza senza rinvio limitatamente alla circostanza aggravante dell’aver commesso il fatto con patente scaduta, «circostanza che esclude - scrivono i giudici -, annulla altresì la medesima sentenza relativamente al punto concernente l’aggravante dell’essersi posto alla guida in stato di ebbrezza alcolica e di alterazione dovuta all’assunzione di stupefacenti e rinvia per nuovo giudizio sul punto, nonché per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio alla Corte d’Appello di Perugia». «Come giurista e come difensore – ha commentato l’avvocato Galeota che è anche professore a contratto di diritto della circolazione e dell’infortunistica stradale dell’Università di Macerata - prendo atto dell’attenzione della Corte di Cassazione in relazione agli elementi in punta di diritto che vengono sollevati. Accolgo con soddisfazione la sentenza, comunque attendo di leggere le motivazioni per esteso».

 

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