Maltrattamenti all’alunna disabile: insegnante e assistente fanno scena muta davanti al gip

Venerdì 27 Maggio 2022 di Benedetta Lombo
Maltrattamenti all alunna disabile: insegnante e assistente fanno scena muta davanti al gip

MACERATA  - Maltrattamenti su una alunna con problemi di autismo, insegnante e assistente restano in silenzio davanti al gip. I difensori: «Una scelta nostra, abbiamo avuto poco tempo per vedere gli atti». Chiesta la revoca della misura, le due donne sono agli arresti domiciliari da venerdì, per i rispettivi legali non ci sarebbe il pericolo di reiterazione del reato: l’insegnante è in aspettativa mentre l’assistente si è sospesa dalla cooperativa.

 


È scivolata via velocemente l’udienza fissata ieri mattina in Tribunale a Macerata per gli interrogatori di garanzia di Alessia Cingolani, insegnante di 41 anni di Caldarola e Marta Morroto, 41enne di Tolentino, assistente per l’autonomia e la comunicazione, accusate di maltrattamenti aggravati su una adolescente autistica che frequenta l’istituto Filelfo di Tolentino. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri del Norm di Tolentino insieme ai colleghi del Reparto operativo di Macerata coordinati dal pm Rita Barbieri, le due donne avrebbero sottoposto la ragazzina a loro affidata a una serie di maltrattamenti, facendola oggetto di insulti, urla, minacce e schiaffi e sottoponendola a continue umiliazioni, fino a schernirla per le difficoltà legate alla sua disabilità. Ma i difensori ieri a margine dell’udienza hanno rigettato le accuse.


«Riteniamo che ci sia stata un’interpretazione che deriva da una ricostruzione parziale dei fatti – ha affermato l’avvocato Renato Coltorti che difende Morroto –. La segue dalla scuola d’infanzia, se ci fossero stati maltrattamenti se ne sarebbero accorti prima. La giovane sta crescendo, è una questione di difficile gestione, salvo approfondimenti delle carte della Procura, non c’è stata volontà di maltrattarla ma di contenere i comportamenti della ragazzina anche per cercare di indirizzarla verso un maggiore inserimento sociale. A noi non risultano schiaffi, ma gesti per cercare di imporre l’autorità così come indicato dall’equipe che seguiva la ragazza. Contiamo – ha aggiunto il legale –di chiarire la nostra posizione, abbiamo chiesto la revoca della misura ritenendo che il pericolo di reiterazione del reato sia venuto meno, la mia assistita infatti si è volontariamente sospesa dall’incarico con la cooperativa. È provata, vuole bene alla ragazzina, le è cascato il mondo addosso. Nega i maltrattamenti, è sconvolta per se stessa, per la ragazzina e per il clamore che la notizia ha suscitato».


L’insegnante invece «è in aspettativa fino a fine giugno - ha spiegato l’avvocato Nicola Piccinini che col collega Diego Casadidio difende Cingolani -, a settembre rientrerà di ruolo nella materia a Civitanova, non chiederà l’utilizzazione provvisoria per il sostegno, quindi a nostro avviso non c’è il pericolo di reiterazione del reato. È molto provata dall’esperienza che sta vivendo ma è determinata a chiarire al più presto la sua posizione tanto che sarà lei stessa a richiedere un interrogatorio al pm una volta letti gli atti». «Non ci sono state violenze - ha poi aggiunto Casadidio –. Anticipiamo ai feroci commentatori che non troveranno nelle intercettazioni immagini minimamente associabili a quelle utilizzate dai mass media per rappresentare casi ben diversi di veri maltrattamenti».

 

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