Donna incinta provoca un incidente e denuncia il bluff dell’assicurazione

Il Tribunale di Macerata dove si sta celebrando il processo
Il Tribunale di Macerata dove si sta celebrando il processo
di Benedetta Lombo
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Venerdì 11 Dicembre 2020, 02:25

MACERATA - Provoca un incidente con l’auto e scopre di essere senza assicurazione. A processo coppia di subagenti di un comune dell’entroterra, si sarebbero intascati 800 euro del rinnovo della polizza di una cliente lasciando così scoperta l’auto. Moglie e marito devono rispondere di appropriazione indebita aggravata.

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Quando è emerso ciò che era accaduto per l’automobilista è stata la fine di un incubo. La vicenda risale al periodo tra settembre e ottobre del 2014, quando una giovane di Colmurano, all’epoca 26enne e in procinto di partorire il secondo figlio, ebbe un incidente lungo l’ex Statale 78, la strada che collega Sarnano a Macerata. Nel sinistro rimasero coinvolte anche altre auto, fortunatamente nessuno riportò gravi conseguenze, neppure lei e il piccolo che aveva in grembo, ma i danni provocati alle altre auto furono importanti. Sul posto intervennero i carabinieri che effettuarono i rilievi e gli accertamenti di rito.

La donna qualche giorno dopo contattò la subagenzia dell’entroterra maceratese dove poche settimane prima si era recata per pagare 830 euro per il rinnovo della polizza e denunciò il sinistro. Nel frattempo era nato il secondo figlio e la donna si era disinteressata all’incidente finché iniziarono ad arrivare le telefonate dagli automobilisti che erano rimasti coinvolti nel sinistro che avevano scoperto che la sua auto non era coperta da assicurazione, seguirono le citazioni formali perché l’assicurazione non pagava a quel punto l’incubo.

La donna, che era assolutamente convinta di aver fatto tutto secondo le regole si rivolse all’avvocato Leide Polci per affrontare la situazione. «Si era creata una situazione paradossale – ha spiegato il legale -, la mia cliente era angosciata: le arrivavano richieste di pagamento dei danni, aveva due figli piccoli, aveva progettato il matrimonio con il suo compagno, non sapeva come fare, ma soprattutto, lei aveva pagato il rinnovo della polizza. Erano 830 euro, che aveva consegnato in contanti per cui non vi era traccia del pagamento, non solo. Dopo tre giorni dalla denuncia i due subagenti l’avevano richiamata chiedendole l’originale del tagliando che le avevano dato al momento del pagamento del rinnovo e lei non sospettando nulla all’epoca glielo portò, ma a quel punto non poteva più dimostrare la correttezza del suo operato. Ho però eccepito che al momento del sinistro i carabinieri annotarono gli estremi della polizza, per cui all’epoca lei il tagliando lo aveva».

Ne seguì una denuncia per truffa e appropriazione indebita che diede avvio a un procedimento penale a carico dei subagenti e del titolare dell’agenzia per il solo reato di appropriazione indebita. Il titolare dell’agenzia assicurativa del Fermano nel frattempo ha patteggiato la pena, mentre per i due subagenti, di 61 anni e 68 anni, è in corso il processo davanti al giudice Paolo Properzi e al pm Francesca D’Arienzo. 

Ieri la difesa, sostenuta dall’avvocato Luciano Magnalbò ha rinunciato a sentire i propri testimoni e l’udienza è stata rinviata al primo aprile prossimo per la discussione. «Dal punto di vista civilistico la vicenda si è già chiusa con la compagnia che ha coperto i danni», ha concluso l’avvocato di parte civile Polci.
 

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