Macerata, padre e figlio uccisi al casello
dall'auto-missile: giovane sotto accusa

Macerata, padre e figlio uccisi al casello dall'auto-missile: giovane sotto accusa
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Martedì 19 Gennaio 2016, 09:39

MACERATA - A 130 chilometri orari si era schiantato al casello dell’A14 a Cotignola di Ravenna uccidendo due persone, padre e figlio. Ora la Procura ravennate ha chiuso le indagini sul tragico incidente avvenuto a Ferragosto dello scorso anno contestando a U.E., maceratese di 22 anni, l’accusa di duplice omicidio colposo.
Le immagini di quel tragico incidente erano state riprese dalle telecamere poste al casello che avevano registrato la folle corsa di un’Audi A3 verso il casello e finita contro una Fiat Punto ferma in attesa di ritirare il biglietto. Era il 15 agosto del 2015, mancavano pochi minuti alle 14. Alla guida dell’Audi A3 c’era il maceratese, accanto a lui un amico di Mogliano di un anno più grande. All’interno della Punto invece c’erano i coniugi Andrea Giunta, di 56 anni e Maria Carmela Di Altiero, di 55 anni, insieme al loro figlio diciannovenne Michele. Dei tre solo la donna era riuscita a salvarsi, il marito e il figlio morirono sul colpo straziati dalle lamiere dell’auto. Illesi invece erano rimasti i due giovani a bordo dell’Audi. La famiglia, che viveva a Modena, stava tornando a casa dalle ferie. Anche i due giovani, dopo aver trascorso la notte precedente nei locali della riviera, e la mattina a Mirabilandia, erano ripartiti per tornare nelle Marche, ma al casello dell'A14bis, la tragedia. Dalle telecamere poi acquisite dalla Polstrada di Ravenna, si vede l’auto procedere a tutta velocità verso il casello senza neanche un cenno di frenata. Per questo motivo l’ipotesi iniziale era stata quella del colpo di sonno. Nell’iniziale ricostruzione gli inquirenti avevano ipotizzato che il ragazzo avesse impostato il cruise control (il sistema di assistenza che consente di impostare e mantenere la velocità dell'auto costante) e che si fosse addormentato alla guida. Dagli accertamenti successivi, infatti, era emerso che non aveva assunto né droga né alcol. Adesso la Procura ha chiuso le indagini notificando a U.E., che è difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi, l’avviso di garanzia.

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