Caccia ai presunti complici di Oseghale ma il nigeriano non risponde al Pg Sottani

Sabato 8 Maggio 2021 di Benedetta Lombo
Caccia ai presunti complici di Oseghale ma il nigeriano non risponde al Pg Sottani

MACERATA  - Indagine sui presunti complici di Oseghale nell’omicidio di Pamela Mastropietro. Interrogato, il nigeriano ha fatto scena muta. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Innocent Oseghale, il 32enne condannato anche in secondo grado all’ergastolo per aver violentato, ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana incontrata due giorni dopo la fuga della giovanissima dalla comunità Pars di Corridonia.

LEGGI ANCHE:

Spaccio di eroina e marijuana: condannato a 7 anni e mezzo Oseghale, il killer di Pamela

 


Per quel delitto, avvenuto il 30 gennaio del 2018 nell’appartamento mansardato in via Spalato 124 preso in affitto da Oseghale e dalla compagna italiana, la Procura di Macerata aveva effettuato tutti gli accertamenti del caso concludendo che il nigeriano aveva fatto tutto da solo. Anche quel «depezzamento chirurgico», come lo aveva definito il medico legale Mariano Cingolani in aula nel processo di primo grado, era stato fatto tutto in solitaria dall’assassino.

Dubbi a questa ricostruzione erano stati invece sollevati dai familiari di Pamela che in passato avevano presentato una memoria alla procura generale e che avevano convinto il procuratore generale Sergio Sottani ad avocare a sé l’indagine avviata dalla procura maceratese contro ignoti per l’ipotesi di reato di concorso in omicidio. Il procedimento era nato a seguito di uno degli ultimi sopralluoghi effettuati nell’appartamento teatro dell’omicidio prima che venisse restituito al proprietario. In casa erano stati trovati tre oggetti, tra cui un bigliettino di un tassista, sui quali i familiari di Pamela avevano chiesto venissero svolti accertamenti. Li eseguirono i Ris, ma l’esito fu negativo.

A seguito di quella relazione la procura chiese l’archiviazione, l’avvocato Verni presentò istanza di opposizione inviando parallelamente una memoria alla procura generale e prima del giorno fissato per la discussione, la Procura generale avocò a sé il fascicolo affidando al Ros di Ancona l’incarico di eseguire ulteriori accertamenti. In questo contesto investigativo lo scorso lunedì il procuratore generale Sottani ha interrogato (via Teams) Oseghale, assistito dai difensori Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, ma il 32enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.


«Ha già reso la sua versione dei fatti nel suo processo, non ci sono altri particolari da aggiungere», ha chiosato l’avvocato Matraxia. Resta dunque da seguire l’evolversi della vicenda giudiziaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA