Guasto all'impianto di riscaldamento, fa troppo freddo: bimbi costretti a tornare a casa dalla scuola per l'infanzia

Sabato 8 Gennaio 2022 di Marco Pagliariccio
Guasto all'impianto di riscaldamento, fa troppo freddo: bimbi costretti a tornare a casa alla scuola per l'infanzia

CORRIDONIA  - C’erano timori e incertezze per il ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie fissato per la giornata di ieri. Incertezze legate, ovviamente, alla nuova accelerata del contagio da Covid-19. Alla scuola per l’infanzia Crocefisso, però, è successo qualcosa di molto diverso. Ieri mattina, come solito, i genitori dei circa 75 bambini che frequentano il plesso facente parte dell’istituto comprensivo Lanzi hanno portato i figli di buon’ora all’asilo, che inizia la sua attività alle 7.45.

 


Una volta sul posto, però, ci si è resi conto che i riscaldamenti erano spenti e i bambini sarebbero quindi stati costretti a passare la giornata a temperature non proprio gradevoli. Così nel giro di una decina di minuti ecco la decisione: rimandarli tutti a casa per evitare raffreddamenti e contagi in una periodo già di per sé piuttosto delicato, per usare un eufemismo. 


Apriti cielo, perché molti genitori, vista la giornata feriale, si erano già recati al lavoro. La protesta, come ormai consuetudine, è corsa rapidamente tra post e messaggi sul web, ma ormai la frittata era fatta: scuola chiusa, se ne riparla lunedì. «Alle 8 la rappresentante di sezione ci ha avvertito che nelle classi la temperatura rilevata era di 13,5 gradi perché i riscaldamenti erano spenti – spiega una mamma –. Molti bambini erano già dentro perché l’asilo apre alle 7.45 ma si è deciso di rimandarli a casa, con quella temperatura non era il caso di farli restare tutto il giorno. E così siamo dovuti andare a riprenderli». Il problema è che non si tratta della prima volta che capitano casi del genere. «È la seconda o terza se non vado errata soltanto nell’ultimo anno e non so se era successo in precedenza, visto che mia figlia prima non frequentava ancora la scuola per l’infanzia – aggiunge la donna –. Lo scorso anno al rientro dalle vacanze natalizie successe esattamente la stessa cosa, ma in quel caso nemmeno rimandarono i bambini a casa, li tennero lì per tutto il giorno al freddo.

Un altro caso si verificò anche il giorno dopo la nevicata che ci fu a febbraio: la scuola chiuse il venerdì e sabato, il lunedì successivo ci dissero che la caldaia era andata in blocco e così i bambini poterono tornare in classe solo il martedì. Capitano guasti e disservizi, ma non credo sia possibile che succeda con questa frequenza. Si creano gravi problemi alle famiglie, che ovviamente alle 8 di mattina si sono già organizzate tra figli e lavoro». Alla struttura di contrada Crocefisso, in tarda mattinata, la situazione era tranquilla. Il personale era regolarmente all’interno del plesso immerso nelle campagne corridoniane, ma con la dirigente fuori sede nessuno ha preso posizione ufficiale sull’accaduto. «Chiedete in Comune», queste le uniche parole carpite bussando alla porta della struttura nella tarda mattinata di ieri, quando ormai i bambini erano tutti tornati a casa da un paio d’ore. E in Comune la palla è rimbalzata da una parte all’altra. Ma intanto sui social la protesta è montata, allargandosi anche ad altri istituti cittadini. 


E pensare che il Comune nel plesso di contrada Crocefisso era intervenuto sull’impianto termico della scuola tra febbraio e aprile scorsi: prima la sostituzione della scheda elettronica della caldaia, poi la sostituzione degli elettrodi di accensione, per una spesa complessiva di poco più di 600 euro. 
Conseguenze proprio dei guasti segnalati l’inverno scorso, che evidentemente, però, non sono superati. La speranza di tutti, ovviamente, è che non si verifichino più problemi come quello di ieri mattina.

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