Cosmari, il direttore Giampaoli sotto inchiesta. I sindaci confermano la fiducia

Domenica 9 Agosto 2020
L'impianto del Cosmari a Piane di Chienti
MACERATA - Fronte compatto dei sindaci in difesa di Giuseppe Giampoli, direttore generale del Cosmari, indagato per abuso d’ufficio su una serie di appalti sotto la soglia dei 40 mila euro, nei settori delle macerie, dello spazzamento stradale, delle manutenzioni e dell’acquisto del gasolio, tra il 2017 ed il 2019. Durante l’assemblea di venerdì pomeriggio al Cosmari, diversi hanno preso la parola in sua difesa.

 
«Non possiamo essere indifferenti a quanto sta accadendo – ha detto Romano Carancini sindaco di Macerata – nutriamo un incondizionato rispetto verso l’azione della Procura, questa è l’occasione per dimostrare che al Cosmari si lavora in modo trasparente. Non importa chi sia stato a denunciare, il cittadino esercita il proprio potere di controllo. Rinnovo la stima e la fiducia a Giampaoli, qui non siamo un tribunale. Non possiamo indebolire l’azienda, lasciar spazzare via un progetto unico nel suo genere». 
Gli ha fatto eco Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino: «Un avviso di garanzia può capitare, non è la prima volta al Cosmari. Essere oggetto di indagine, non significa essere colpevole, è chiarire una situazione che qualcuno narra da fuori. È giusto che l’organismo di vigilanza segnali con parole meno allarmistiche di quelle usate. Dobbiamo dare un segnale forte alla magistratura, dobbiamo essere coesi. Andiamo avanti uniti, facciamo quadrato sul consiglio di amministrazione e su Giampaoli, non basta un pezzetto di eternit, per bloccare quanto fatto in passato dal direttore».
Solidarietà a Giampaoli è stata espressa anche da Rosalba Ubaldi, vicesindaco di Porto Recanati: «Massima solidarietà a Giampaoli, mi meraviglio delle parole dell’organismo di vigilanza, pagato da noi. Il 99 per cento ha ricevuto un avviso di garanzia, ma dopo cinque o sette anni è stato assolto e dopo aver speso qualche migliaia di euro in avvocati». 
Sulla stessa linea Franco Capponi, sindaco di Treia ed ex presidente Cosmari: «In Italia nel 2019 ci sono state 7553 cause per abuso di ufficio, di queste solo 190 sono andate a sentenza e solo 21 sono stati i condannati, è il reato più semplice da contestare. Se non difendiamo questa struttura all’avanguardia, siamo davvero alla frutta. Ribadisco la piena fiducia a Giampaoli». Ha aggiunto Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova: «Un mese fa abbiamo approvato il bilancio chiedendo a Giampaoli di rimanere altri 18 mesi. È deleterio far fare un passo indietro a Giampaoli, non siamo noi il giudice che deve condannare». 
Su una linea diversa l’intervento di Sandro Sborgia, sindaco di Camerino: «Si rasenta l’assurdo, non si devono dare segnali forti a nessuno su nulla. Siamo in presenza di un avviso di garanzia che di certo non è una condanna. Non spetta all’assemblea dei sindaci procedere alla valutazione dei fatti contestati, si deve intervenire prima che i buoi escano dalla stalla, l’azienda deve predisporre tutti quegli accorgimenti che le consentano di avere anticorpi in situazioni del genere».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA