Macerata, Direttore del Sert preso a martellate da un paziente, il dottor Giuli denuncia Maccioni : la Procura chiede l’archiviazione

Il dottor Giuli denuncia Maccioni, la Procura chiede l archiviazione
Il dottor Giuli denuncia Maccioni, la Procura chiede l’archiviazione
di Benedetta Lombo
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Mercoledì 29 Novembre 2023, 01:55 - Ultimo aggiornamento: 13:03
MACERATA Omissione di atti d’ufficio, la Procura chiede l’archiviazione per l’ex direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, si oppone il direttore del Dipartimento dipendenze patologiche di Macerata Gianni Giuli. Nei prossimi giorni il Gip scioglierà la riserva. La vicenda finita ieri all’attenzione del giudice per le indagini preliminari nasce da una denuncia fatta dallo psichiatra Giuli, direttore del Sert, dopo la violenta aggressione subita il 25 novembre del 2019 per mano di un 36enne settempedano che lo colpì con un martello mentre era al lavoro al Dipartimento dipendenze patologiche. Per Giuli, il direttore Maccioni avrebbe dovuto provvedere a garantire la sicurezza pubblica degli operatori del Dipartimento prima della sua aggressione.  



La vicenda finì all’attenzione del Pm Claudio Rastrelli che aprì un fascicolo a carico di Maccioni per omissione di atti d’ufficio. Inizialmente la Procura ipotizzò che l’allora direttore dell’Av3 avesse disatteso quanto previsto da un’apposita raccomandazione del Ministero della Salute per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari disponendo, solo dopo l’aggressione, una serie di accorgimenti: la presenza di vigilanza armata durante tutto l’orario di apertura al pubblico del servizio (prima invece era prevista fino alle ore 11), la sostituzione delle porte esterne e di ingresso agli uffici ripetutamente malfunzionanti con la dotazione di un citofono, della videosorveglianza esterna e l’inserimento di una porta con apertura a codice per separare gli uffici infermieristici da quelli ambulatoriali.

Indagini chiuse

Chiuse le indagini Maccioni chiese di essere sottoposto a interrogatorio e tramite l’avvocato Gianfranco Borgani presentò anche una memoria difensiva sostenendo che l’adozione di misure organizzative e strutturali relative alla sicurezza del Dipartimento dipendenze patologiche di Macerata, compresa l’estensione oraria del servizio di vigilanza armata, era di competenza della direzione generale dell’Asur.

Condividendo la tesi difensiva e ritenendo che sulla base degli elementi acquisiti l’accusa non fosse sostenibile in giudizio, il Pm chiese l’archiviazione. La richiesta però è stata impugnata dai legali di Giuli, gli avvocati Alberto Feliziani e Paolo Carnevali, e ieri è stata fissata l’udienza camerale dinanzi al Gip Giovanni Maria Manzoni che si è riservato di decidere. «I professionisti vanno tutelati adeguatamente nelle strutture prima e non dopo», ha commentato a margine dell’udienza l’avvocato Carnevali. Per l’avvocato Borgani invece Maccioni non avrebbe alcuna responsabilità, «in primis – ha spiegato il legale – perché in merito all’adozione di misure di sicurezza la competenza è della direzione generale. Infatti, quando dopo l’aggressione fu rafforzata la sicurezza, la decisione fu presa non da Maccioni ma a seguito di un tavolo regionale dell’azienda sanitaria. E poi, non è di minore importanza un secondo aspetto: non è automatico derivare da un’omissione un profilo di responsabilità penale».

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