«Ferragosto sold out ma pesano i rincari: i turisti risparmiano»

Un ristorante
Un ristorante
di Giulia Sancricca
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Venerdì 12 Agosto 2022, 07:20

MACERATA - Sold out a Ferragosto dalla costa all’entroterra, ma anche i turisti stringono la cinghia e i ristoratori accusano il colpo di una stagione con il freno a mano tirato. L’aumento del costo della vita, infatti, incide inevitabilmente anche sul settore turistico e i primi a risentirne sono i ristoranti dove i vacanzieri hanno ridotto le presenze e se decidono di fare uno strappo alla regola lo fanno, appunto, per Ferragosto.

 

«Per il 15 sono full - dice Massimiliano Gigli de La Greppia di Civitanova -, lascerò il menù alla carta con i pochi aumenti che ho fatto per andare incontro ai clienti, ma è inutile lavorare benissimo un giorno se poi tutti gli altri sono più calmi. A Ferragosto il trend è lo stesso degli altri anni, ma è il resto della settimana che preoccupa. Siamo al 12 di agosto, ma stando al passeggio fuori dal mio locale sembra metà settembre». Numeri che secondo il ristoratore derivano dall’aumento del costo della vita per le famiglie. «Forse eravamo abituati troppo bene con le presenze degli ultimi due anni legate al tana libera tutti dopo il Covid, e non ci ricordiamo delle stagioni precedenti - prosegue - ma bisogna dire che il turismo degli italiani è tornato a essere mordi e fuggi, di due giorni, un weekend. Secondo me è dovuto ai rincari: un lavoratore medio deve fare i conti con il caro bolletta, benzina, libri scolastici. Venire una giornata al mare costa e non tutti possono permetterselo».

Stesso pensiero nella vicina Porto Recanati. «A Ferragosto siamo al completo dice Fabio Giorgini del ristorante Da Fabietto. Noi faremo il menù alla carta ridotto, visto l’elevato numero di presenze. Per l’alta stagione non abbiamo apportato aumenti, sono gli stessi prezzi che avevamo ritoccato ad aprile dopo i primi rincari, ma che non riescono comunque a far fronte ai costi che abbiamo. Se dovessi fare un bilancio - ammette - a giugno e luglio le presenze in città sono state molte di meno e chi è venuto ha speso molto poco. L’intero Paese è in grande difficoltà economica e si rinuncia al divertimento. È raro trovare chi fa un pasto completo: preferiscono dividere e poi si lamentano se la porzione non è abbondante. Quella di Ferragosto resta comunque la settimana clou - ammette -, ma gli incassi sono di meno». E se la costa spera nel bel tempo per vedere un maggior numero di turisti, nelle città d’arte come Macerata il Ferragosto è pronto a decollare se il meteo è incerto, come spiega Aldo Zeppilli del Centrale Eat. «Noi non lavoriamo con le prenotazioni - dice -, ma vediamo che c’è gente e la attendiamo anche per il 15. Ci sono soprattutto i turisti che nei giorni caotici preferiscono venire in città piuttosto che finire nella calca della costa. È chiaro poi che, se il meteo non è bello, le presenze aumentano. Noi siamo aperti, ma di solito chiamano all’ultimo minuto per mangiare, quindi è difficile fare un pronostico, ma siamo ottimisti viste le presenze degli ultimi giorni». 

Buoni i numeri anche nell’entroterra, ma Fabio Domizi, del ristorante Pippo e Gabriella a Sant’Angelo in Pontano, spiega che «non sono comunque tornati i numeri pre-pandemia. Noi per Ferragosto siamo già al completo da qualche giorno, c’è movimento sia di stranieri che di italiani. Abbiamo deciso di fare il menù fisso come sempre senza variare il prezzo rispetto agli altri anni. È una scelta che funziona. Siamo soddisfatti, ma non siamo ancora tornati alla normalità. Vediamo tanti turisti olandesi e belga che ci permettono di lavorare bene durante la settimana, ma nei giorni di festa come Ferragosto non vengono: in quel caso prenotano gli italiani del posto o i visitatori che arrivano soprattutto dal Nord Italia». Anche Domizi, però, è preoccupato dai rincari: «Fanno attenzione a ciò che ordinano per non spendere troppo, anche per questo - conclude - non abbiamo fatto variazioni ai prezzi, perché vogliamo andare incontro alla clientela ed evitare che rinunci a venire». 

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