Famiglia morta da mesi scoperta in una casa, sequestrati dalla polizia villetta e certificati medici. Solo ipotesi, la verità dalle autopsie sui resti

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Benedetta Lombo
La polizia nella villetta della famiglia trovata morta

MACERATA - Madre, padre e figlio trovati senza vita in casa dopo mesi, sequestrata la villa, la polizia ha acquisito anche i certificati medici del figlio. Oggi le autopsie. Per cercare di capire quali siano state le cause della morte di Eros Canullo, ex imprenditore di 80 anni, della moglie Angela Maria Moretti, 77 anni, insegnante in pensione, e del figlio Alessandro, 54enne invalido dopo un drammatico incidente stradale avvenuto una trentina di anni fa, il sostituto procuratore Stefania Ciccioli ha disposto l’accertamento autoptico che verrà eseguito questa mattina dal medico legale Roberto Scendoni. Con lui ci sarà anche il tossicologo Rino Froldi ed è proprio il suo apporto agli accertamenti che potrà aiutare a fare luce su quanto accaduto alcuni mesi fa. 

 

I corpi dei Canullo sono stati trovati lunedì mattina in avanzato stato di decomposizione nella loro villa al civico 72 di Borgo Santa Croce. I soccorritori erano intervenuti dopo la segnalazione della sorella della 77enne che vive a Milano e che non riusciva più a mettersi in contatto con i parenti. All’arrivo dei soccorritori il cancello era chiuso con catena e lucchetto, i vigili del fuoco avevano rotto la catena e raggiunto la casa. Porte e finestre erano chiuse, i riscaldamenti erano rimasti accesi presumibilmente da prima dell’estate e quello che era rimasto dei tre corpi era stato rinvenuto in due stanze diverse: Eros nel bagno, madre e figlio nella camera da letto, lei sul letto lui a terra. Vigili del fuoco e polizia erano riusciti ad entrare solo con le bombole di ossigeno, gli agenti della Squadra Mobile e il loro dirigente Matteo Luconi intervenuti insieme ai colleghi della Scientifica di Macerata e Ancona avevano effettuato i rilievi e sequestrato i certificati medici del figlio trovati in casa. Sul posto lunedì era intervenuto anche il medico legale Scendoni poi i resti dei familiari erano stati portati in obitorio dalla Croce Verde in appositi contenitori. Terminate tutte le attività nel pomeriggio la casa era stata posta sotto sequestro.

Dopo 24 ore di quel frenetico via vai non era rimasto niente, solo i sigilli sul cancello, a terra i tre fiori dai petali svigoriti lasciati il giorno prima dalle pietose mani dei vicini, la famiglia Patassi, e accanto all’ingresso, attaccato con lo scotch, un foglio di avviso di interruzione dell’energia elettrica affisso ieri mattina che nessuno leggerà. La villa, dall’aspetto ormai decadente, è tornata in quel silenzio che l’ha avvolta per mesi e che a nessuno è apparso anomalo. Restano ora solo gli interrogativi, sul come è possibile che nessuno per mesi (probabilmente due, forse tre) si sia accorto del silenzio di quella famiglia e come siano padre, madre e figlio.

L’ipotesi che gli inquirenti ritengono più probabile è quella della morte naturale (forse l’anziano ha avuto un malore fatale e non ha potuto più assistere i familiari, non autosufficienti e morti di stenti), Escluso l’intervento di persone terze, diverse circostanze per gli investigatori porterebbero a quella ipotesi, non ultimo lo stato dei luoghi. Solitamente nei casi di omicidio-suicidio, il luogo teatro della tragedia si presenta diversamente da come è stata trovata l’abitazione. Fondamentale saranno allora le analisi del tossicologo Froldi che potranno evidenziare o escludere ulteriori ipotesi, dall’intossicazione alimentare all’abuso di farmaci, al monossido la cui presenza era già stata esclusa nell’immediatezza dai vigili del fuoco.

 

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