Macerata: Traini, post choc della star
del pugilato. «E' una vittima del sistema»

Traini, post choc della star
del pugilato. «Bravo ragazzo
lo inviterò a bordo ring»
di Daniel Fermanelli
MACERATA - Lui è Fabio Tuiach, 39 anni, consigliere comunale a Trieste, fino a un mese fa campione italiano di pugilato dei pesi massimi, con una grande esperienza internazionale. E sta facendo parlare di sé per l’amicizia con Luca Traini, il giovane tolentinate autore del folle raid razzista di Macerata, condannato in primo grado a 12 anni per strage aggravata. Un post pubblicato su Facebook da  Tuiach sta facendo discutere. E molto. «Luca Traini - si legge nel messaggio - ha avuto una vita complicata e se degli spacciatori nigeriani fanno a pezzi una giovane ragazza, esportandole gli organi per farne riti voodoo (il particolare dei riti è stato più volte smentito dagli inquirenti, ndr.), si arrabbia. In fondo però è un bravo ragazzo e gli ho spedito un mio libro in carcere e magari quando uscirà lo invito a bordo ring a vedere un mio incontro. Uscirà tra molti anni, sembra, perché ha preso una pena esemplare; ma io combatterò ancora a lungo perché sul ring mi diverto un sacco». 
Tuiach in consiglio comunale è stato eletto con la Lega, poi è diventato esponente di Forza Nuova. Nelle scorse settimane è arrivato anche il divorzio dal partito guidato da Roberto Fiore. Tra il politico-pugile e Traini è in corso da mesi uno scambio epistolare. «Vi ho già raccontato della mia corrispondenza con Traini - scrive in un altro post -, gli altri detenuti sono sorpresi di quanto sta succedendo. Di solito arrivano lettere di persone altrettanto “incasinate” mentre a lui arrivano lettere di mamme preoccupate per i figli caduti nella droga. Traini deve fare 10 anni (la condanna è a 12 anni, ndr.) in carcere perché ha ferito degli spacciatori, ma c’è ancora qualcuno, per fortuna, che non ama gli spacciatori».
 Contattato telefonicamente, ieri pomeriggio Tuiach ha confermato la paternità di quei post. «Sì, è il mio profilo Facebook - dice -. Non giustifico quello che ha fatto Traini, è una cosa assurda. Ma leggendo il contenuto delle risposte alle mie lettere ho capito che non è affatto una persona stupida. Ho parlato anche con una sua ex compagna di scuola: mi ha confermato che è un ragazzo molto sensibile, seppur ribelle. Ha avuto un’infanzia problematica. Quando ha visto quello è successo a Pamela è andato fuori di testa, ha reagito in un modo da condannare. Ma quanto subito dalla diciottenne romana è orribile, chi non andrebbe fuori di testa? Secondo il mio punto di vista lui è una vittima quanto Pamela, entrambi vittime del sistema. Ora sa di avere preso una pena esemplare perché bisognava lanciare un messaggio chiaro, per evitare altri casi di vendetta personale. Riconosce di avere sbagliato, lo dice chiaramente. Non posso definire Traini un eroe, ma di certo il suo gesto ha fatto venire alla luce l’emergenza spaccio a Macerata, come dimostrato dai successivi blitz delle forze dell’ordine, il cui impegno è stato encomiabile. In ogni caso la pena inflitta dai giudici è eccessiva: ha ferito degli spacciatori, non ha ucciso nessuno (in realtà solo uno dei feriti è finito nei guai per droga, ndr.)». Anche Cristina, la moglie di Tuiach, pur condannando il gesto, ha voluto esprimere la sua vicinanza a Traini. Un raid razzista che ha terrorizzato un’intera città. Sei giovani sono stati feriti a colpi di pistola. La loro unica responsabilità? Il colore della pelle.
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Sabato 19 Gennaio 2019, 11:38 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2019 12:10

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