Tari e Imu, caccia agli evasori: il Comune recupera oltre 800mila euro

Tari e Imu, caccia agli evasori: il Comune recupera oltre 800mila euro
​Tari e Imu, caccia agli evasori: il Comune recupera oltre 800mila euro
di Mauro Giustozzi
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Sabato 9 Luglio 2022, 00:40

MACERATA - Evasione fiscale dei maceratesi, un tasto dolente che riguarda soprattutto la Tari, la tassa dei rifiuti e, in parte minore, l’Imu. Con il sistema attuale che vede gli uffici comunali interconnessi con un’ampia rete di banche dati, da quelle catastali a quelle degli istituti di credito e altre ancora, si fa più dura, dunque, la vita per chi cerca di evadere il fisco. E arrivano risultati importanti nel recupero di somme che rientrano nelle casse comunali, al punto che negli ultimi quattro anni e mezzo, dal 2018 sino a questi primi mesi del 2022, il Comune di Macerata ha già incassato 871.867,81 euro di evasione tributaria dovuta ad accertamento per omessa o infedele dichiarazione della tassa rifiuti. 

 
Gli accertamenti del Comune
«Il dato più interessante che abbiamo estrapolato grazie al lavoro degli uffici – afferma l’assessore ai Tributi, Marco Caldarelli - riguarda in particolare l’evasione tributaria in senso stretto, cioè proprio di chi non ha mai pagato la tassa rifiuti per omessa dichiarazione o chi cerca di pagare di meno del dovuto, non di chi è censito ma non paga la bolletta, in questo secondo caso si va verso un recupero ordinario. I dati dimostrano che il sistema comunale è efficiente nello scovare questi evasori totali o parziali della Tari, grazie al lavoro dei dipendenti e anche alla tecnologia messa in campo nella caccia ai furbetti. L’ufficio Tributi comunale si conferma assai efficiente ed i risultati sono molto buoni». Ma vediamo nello specifico qual’è il quadro delle somme recuperate dal Comune di Macerata di evasione della tassa rifiuti.

Le somme recuperate

Gli accertamenti incassati emessi nel 2018 ammontano a 191.005,20 euro, quelli del 2019 sono stati di 245.146,92 euro che risulta la cifra più elevata del periodo che abbiamo preso in considerazione. Nel 2020 sono stati emessi ed incassati accertamenti per 123.145,04 euro, nel 2021 nelle casse comunali sono entrati 245.030,07 euro mentre in questo primo scorcio del 2022 è stata recuperata evasione da Tari del valore di 67.540,66 euro. Il totale complessivo di incassato dal Comune di Macerata dal 2018 ad oggi è dunque di 871.867,81 euro: questi importi sono comprensivi di tefa provinciale, sanzioni, interessi e spese di notifica. 

L'iter per recuperare le somme
«Quando si scopre un evasore totale o parziale della Tari – continua l’assessore Caldarelli - l’iter è abbastanza rapido e breve in quanto prima c’è la diffida e subito dopo l’avvio della procedura esecutiva se non avviene il pagamento o l’accordo sulla rateazione del debito nei confronti del Comune per il mancato pagamento della tassa rifiuti. Si aggira tra il 50-60% della somma incassata la tassa che è stata evasa mentre il resto sono sanzioni, interessi, spese di notifica. In genere una volta che vengono accertate queste somme si riesce anche ad incassarle per una percentuale che si aggira oltre il 70%. Questo grazie al lavoro di un ufficio Tributi molto efficiente ma pure disponibile a rivalutare le proprie politiche, a verificare eventuali segnalazioni di errori che possono essere commessi, in autotutela se ritengono di aver compiuto degli errori annullano la sanzione. Direi che rappresenta un fiore all’occhiello del Comune di Macerata sia per efficienza che per disponibilità verso l’utenza». 

Cosa succede per l'Imu

Sull’Imu la situazione è meno impattante, anche perché questa tassa non si paga sulla prima casa ma sulla seconda e Macerata, rispetto ad altre località turistiche, come ad esempio Civitanova o Porto Recanati, presenta un numero di seconde case molto più basso e di conseguenza introiti decisamente minori. Rari i casi di piantine di abitazioni rettificate con un minore numero di metri quadrati ma sono comunque casi molto limitati e di scarso impatto economico sul pagamento del tributo. Per l’Imu l’accertamento delle evasioni periodo rilevato dal Comune, nel periodo di riferimento 1 gennaio-31 dicembre 2019, è stato di 1 milione e 400 mila euro: però si tratta di evasioni che ricomprendono anche accertamenti che vanno indietro addirittura sino al 2012 dovuti a proroghe come quelle per il sisma. 


Le ingiunzioni
Di queste le ingiunzioni di pagamento inviate nel 2019 sono per 1 milione e 700 mila euro, che ricomprende anche vecchie cartelle: di queste 131 mila euro sono risultate non fondate e quindi cancellate e la riscossione in quell’anno è stata di 212 mila euro. Oltre un milione di euro sono ancora da incassare e, pur nel tempo dovuto alle ingiunzioni, una parte di questi soldi saranno recuperati. 

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