Estorsione per la cocaina, il 42enne resta in carcere: davanti al Gip ha respinto le accuse

Martedì 5 Ottobre 2021 di Benedetta Lombo
La questura di Macerata

MACERATA - «Mi hanno denunciato per cose non vere, non ho spacciato cocaina, avevo venduto dell’olio che non mi era stato pagato». Così ieri mattina si è difeso Vincenzo Milione, 42enne tarantino residente ad Alessandria ma che vive a Treia, davanti al gip Domenico Potetti. Giovedì scorso era stato arrestato insieme alla 20enne maceratese Roberta Pierucci per estorsione: si era appena fatto consegnare mille euro da un cliente al quale in passato aveva venduto cocaina e che doveva restituirgli 4.000 euro.

 

 

Sette giorni prima il debitore era stato preso a pugni e colpito con un’asta metallica dal 42enne, mentre Pierucci gli aveva puntato un cacciavite su un fianco dicendogli «Non ti conviene». Una settimana dopo lo scambio dei soldi era avvenuto nel piazzale Vittime del terrorismo, la giovane si era accorta della presenza della polizia, si era avvicinata a Milione e a bassa voce gli aveva detto “sbirri”. Il tarantino però, aveva già messo i soldi in tasca, e gli agenti della Squadra mobile avevano arrestato sia lui sia lei. 
Ieri davanti al gip Milione ha negato di aver spacciato cocaina dichiarando di occuparsi della vendita di prodotti tipici, come olio e mozzarelle, olio che aveva venduto – così ha detto – anche alla persona che giovedì gli ha consegnato i mille euro senza pagare. Il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere. Il 42enne è accusato anche di spaccio e di un altro episodio di estorsione: a un amico di una cliente che gli doveva 1.400 euro aveva puntato una scacciacani al collo premendo così forte da fargli uscire il sangue.
Per il gip Milione è «uno spacciatore professionale di droga “pesante”», un «esattore spietato dei propri crediti criminosi». L’avvocato Maria Cristina Ottavianoni ha preannunciato ricorso al Tribunale del Riesame contro la misura. Per Pierucci il Gip ha convalidato l’arresto ma ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (era ai domiciliari, ndr). Difesa dagli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli, la 20enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere. «È una vicenda tutta da chiarire rispetto alla posizione della giovane, allo stato la scelta della misura è frutto di una valutazione di assoluto equilibrio da parte del Tribunale», ha commentato il legale Massimiliano Cofanelli. 

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