Escursionisti marchigiani nella Marsica a tu per tu con l’orsa Amarena: «Ce la siamo trovata davanti a pochi metri». Il racconto

Martedì 13 Luglio 2021 di Luca Patrassi
L'orsa Amarena fotografata dagli escursionisti maceratesi

MACERATA - Una delle sue passioni, l’amarena, le ha anche dato il nome e da un anno, da quando circola per boschi e centri storici dei paesi di montagna con i suoi quattro cuccioli, è diventata una star anche dei social. Per lei si muovono non solo gli appassionati del genere ma anche i semplici turisti. 

 

 

Qualche giorno fa ad avvistare Amarena sono stati alcuni maceratesi che si erano concessi un’escursione nella Marsica, armati di buone gambe e qualche obiettivo di cui però non c’è stato bisogno. L’orsa Amarena se la son trovata a pochi metri di distanza da dove erano, una panchina dove si erano fermati a parlare tra loro, sottovoce, sul finire della notte, ai primi chiarori. «Ha messo la testa fuori dal bosco e ce la siamo trovata davanti, a pochi metri. Un’emozione indescrivibile, ci ha osservato, soppesati per qualche istante ed infine ha superato la recinzione di un orto e si è messa a fare colazione»: il sarnanese Luca Tambella è ancora emozionato nel raccontare. 

«Ero in Marsica, nel territorio del Parco, con alcuni amici dell’Occhio nascosto dei Sibillini - Stefano Cecchetti, Marco Gratani, Lorenzo Lambertucci e Giuseppe Del Balzo, accompagnati dallo zoologo Paolo Forconi - dal giorno prima, appunto per avvistare gli orsi. Nulla il giorno prima, poi l’altro giorno ci siamo mossi verso le quattro. Eravamo fermi su una panchina, vicina al paese e al bosco quando appunto Amarena è comparsa. Ci ha guardato ed ha proseguito entrando in un orto e salendo su una pianta di ciliegie. Peraltro non so come abbia fatto a rimanere in equilibrio sulla pianta e a non rompere nulla, l’orsa pesa 140 chili e sa anche che le ciliegie mature sono quelle sui rami più alti: E’ stata lì per circa mezz'ora, ha mangiato le ciliegie ed è tornata nei boschi».

Dunque nessuna immagine catturata a chissà quali distanze, roba di pochi metri: «No, avevamo solo delle ottiche particolari per via della carenza di luce a quell’ora, ma da quella distanza le foto sarebbero state possibili anche con il cellulare». Per la squadra dell’”Occhio nascosto dei Sibillini” nuove immagini che vanno ad arricchire anni di perlustrazioni fotografiche. Immagini e video che si possono rivedere anche sul sito dell’associazione citata.
 

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