Macerata, poliziotti finti esaminandi
smascherano il candidato con la telecamera

Sabato 10 Agosto 2019 di Chiara Marinelli
Macerata, poliziotti finti esaminandi smascherano il candidato con la telecamera

MACERATA - Va a fare l’esame teorico per prendere la patente con un sofisticato apparecchio: smascherato dall’esaminatrice e dagli agenti di polizia in borghese, seduti tra i banchi insieme agli altri che stavano facendo il quiz. Nei guai un uomo di 33 anni, originario del Bangladesh.

All'esame per la patente con una telecamera nascosta

Nella mattinata di ieri si era presentato alla Motorizzazione civile, iscritto ad una autoscuola, per sostenere l’esame teorico per prendere la patente. 
Non parlava una sola parola di italiano e, come al solito, questo particolare aveva destato, per forza di cose, dubbi e perplessità. Almeno all’apparenza, sembrava tutto regolare. Prima dell’inizio della prova, il trentatreenne aveva posato sul banco un telefono cellulare spento. E, come fanno molti stranieri, visto che è un loro diritto, aveva chiesto le cuffie per sentire la domanda della prova. Ma il fatto che non capisse una sola parola di italiano, come si diceva, ha insospettito l’esaminatrice che ha subito chiamato la polizia.
 
Gli agenti, dunque, si sono seduti sui banchi dell’aula e hanno fatto finta di essere candidati alle prese con la prova. Il quiz è cominciato e l’uomo ha iniziato a dare i primi segnali che qualcosa di anomalo ci fosse, in realtà. Si soffermava per parecchi minuti sulla stessa domanda e premeva ripetutamente il tasto touch screen sullo schermo del Pc. Tutto questo per fare in modo che la domanda, riprodotta vocalmente tramite le cuffie, venisse ben compresa dai complici all’esterno. Ad un certo punto, completato il quiz, si è alzato per lasciare l’aula. Aveva commesso un solo errore: praticamente impossibile per uno che non capisce la lingua e non sa parlare italiano. Era evidente che il trucco c’era, eccome. A quel punto, dunque, la polizia è intervenuta per bloccarlo ed è scattata la perquisizione. Addosso l’uomo aveva un telefono cellulare con la chiamata ad un numero ancora in corso. Aveva la stessa durata di quanto lui aveva impiegato per terminare la prova: poco meno di mezz’ora. Il telefono era nascosto dentro una grossa tasca dei pantaloni: un rigonfiamento sospetto che, in prima battuta, non era passato inosservato all’esaminatrice. Nascosto, poi, sempre in tasca, c’era un auricolare che, in tempo reale, trasmetteva la domanda a chi era fuori, collegato telefonicamente con il trentatreenne. Chi era dall’altro capo del telefono, poi, suggeriva la risposta esatta da dare. Praticamente, era un auricolare ricevitore e trasmettitore allo stesso tempo. Un meccanismo tutto nuovo e anche piuttosto sofisticato, rispetto ai classici auricolari Blootooth che vengono spesso e volentieri usati per questo genere di truffe. L’uomo, dunque, è stato portato in caserma. La denuncia, come da prassi, è in arrivo. Nei guai, negli ultimi tempi, sono finiti parecchi stranieri. Un precedente risale allo scorso 28 giugno. Un indiano, sui 35 anni, si era presentato a fare l’esame teorico con il telefono cellulare impostato sulla modalità “videocamera”. E dall’esterno, qualcuno che vedeva la scheda del quiz suggeriva la risposta esatta. Dal buco di una maglia indossata dall’uomo la fotocamera immortalava la scheda del quiz che era proprio di fronte. 

Gli escamotage 
Ogni volta la tecnica è diversa, ma anche in quel caso l’esaminatrice aveva sentito puzza di bruciato e aveva svelato la truffa. Una donna marocchina, invece, alcuni mesi fa, aveva nascosto un auricolare sotto il velo. Era stata l’unica a non posare sul banco il telefono cellulare spento e, senza parlare una sola parola di italiano, aveva terminato il quiz facendo un solo errore. Ovviamente, c’era l’inganno e pure in quella circostanza la donna era stata smascherata. Nel caso di ieri, la differenza era nell’auricolare. 
Da parte del personale della Motorizzazione civile e delle forze dell’ordine - come confermato anche dai recenti episodi - è costante l’impegno finalizzato a smascherare gli autori dei raggiri agli esami per il conseguimento della patente di guida. 

Ultimo aggiornamento: 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA