Delitto di Rosina, chiesta una perizia sulla figlia Arianna e sul nipote Enea

Venerdì 25 Febbraio 2022 di Benedetta Lombo
Rosina Carsetti

MACERATA - Omicidio di Rosina Carsetti, trasmessi in aula i video del rinvenimento del corpo della 78enne registrati dal carabiniere che per primo era entrato in casa la sera del 24 dicembre 2020. A guardare quelle immagini anche i tre imputati, il marito, la figlia e il nipote della vittima, ma dai loro volti non sarebbe trapelata alcuna reazione. Per la figlia Arianna Orazi e per il nipote Enea Simonetti, ieri gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli hanno chiesto una perizia psichiatrica.

 

 

«Per quanto riguarda Arianna - ha spiegato l’avvocato Romagnoli -, gli specialisti che l’hanno visitata in carcere hanno riferito di una serie di problematiche sia di adattamento alla vita in carcere sia altri tipi di problematiche che secondo noi vanno vagliate per capire se sussistessero anche prima e se possano aver influito sulla sua capacità di intendere». 

Riguardo ad Enea, ha aggiunto il legale: «Riteniamo possa essere necessario valutare se un rapporto così stretto con la mamma ai limiti del patologico possa aver influito sulla capacità di comprendere cosa fosse accaduto e sulle conseguenze che ci sarebbero state per lui prestandosi a sostenere la tesi dei familiari». I giudici della Corte d’Assise si sono riservati di decidere dopo aver sentito tutti i testimoni. E proprio in merito ai testimoni del processo, il Pm Vincenzo Carusi ha chiesto di sentire una detenuta del carcere di Villa Fastiggi, la donna ha infatti sostenuto che in carcere Arianna le avrebbe confessato il delitto. La difesa, ritenendo che quelle dichiarazioni fossero state rese a seguito di uno screzio avuto con Arianna, ha quindi chiesto di sentire anche la direttrice del carcere e un’altra detenuta per riferire sui rapporti tra la testimone e Arianna.

Chiuse le questioni preliminari è stata la volta dei primi testimoni. Ieri ne sono stati sentiti sei, cinque carabinieri e il medico del 118 intervenuto la sera dell’omicidio. Ma quella di ieri è stata un’udienza ad alto impatto emozionale, in aula infatti sono stati riprodotti i due video registrati con il cellulare dal carabiniere Giuliano Faraoni, in servizio alla stazione di Montecassiano, il primo a raggiungere la villetta. Il militare ha spiegato di aver registrato il primo video quando «ho iniziato a sentire le sirene dell’ambulanza, sapevo che arrivando i sanitari avrebbero spostato tutto». Nel filmato si vede il corpo di Rosina a terra con la testa inclinata a destra appoggiata ad una parete della cucina, appena sotto una finestra, in sottofondo il rumore delle sirene. Il filmato si interrompe. Poco dopo riprende un altro video ma questa volta sulla scena c’è anche il medico del 118 che tenta disperatamente di rianimare la 78enne. Le manovre di soccorso sarebbero andate avanti per 20 minuti.

«Siamo arrivati sul posto in 10 minuti – ha ricordato il medico Emiliano Giumetti –. Non c’era evidenza di rigidità per cui abbiamo effettuato il massaggio cardiaco, abbiamo constatato che il tracciato era piatto e in questo caso va somministrata adrenalina, lo abbiamo fatto quattro volte ma senza esito. Alle 20.24 ho compilato il modulo di decesso». In aula sono stati trasmessi anche due audio, uno relativo alla telefonata fatta da Arianna al 112 la sera del 24 dicembre, l’altro invece è la telefonata fatta da Rosina il 27 novembre 2020 sempre al 112 in cui l’anziana chiedeva l’intervento dei carabinieri perché il nipote Enea «è impazzito».
 

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